Claude Debussy, Sonata for Cello and Piano in D minor
Maurice Gendron (cello)
Jean Françaix (piano)
Foto di Mimmo Jodice
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Statue distese sulla sabbia
carezzate dal mare
dal tempo e dall’incuria.
Simulacri dai volti sereni
immuni da peccato.
Alcuni con gli occhi chiusi
da pesante sonno in cui sognano
sé stessi ancora prigionieri
della pietra informe.
Altri puntati al cielo
con sguardi privi di emozioni
eppure fieri della loro consistenza
di maschere
ignare dell’artefice.
La loro carne inane e opaca
levigata dal fuoco d’innumerevoli tramonti
sembra respirare
in paziente attesa di riprendere vita.
Non sanno. Non possono sapere.
I loro occhi
scolpiti dall’artefice
hanno lo sguardo cieco della pietra.
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Marcello Comitini
STATUE ©2019
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Claude Debussy, Sonata for Cello and Piano in D minor
Maurice Gendron (cello)
Jean Françaix (piano)
Foto di Mimmo Jodice
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Statue distese sulla sabbia
carezzate dal mare
dal tempo e dall’incuria.
Simulacri dai volti sereni
immuni da peccato.
Alcuni con gli occhi chiusi
da pesante sonno in cui sognano
sé stessi ancora prigionieri
della pietra informe.
Altri puntati al cielo
con sguardi privi di emozioni
eppure fieri della loro consistenza
di maschere
ignare dell’artefice.
La loro carne inane e opaca
levigata dal fuoco d’innumerevoli tramonti
sembra respirare
in paziente attesa di riprendere vita.
Non sanno. Non possono sapere.
I loro occhi
scolpiti dall’artefice
hanno lo sguardo cieco della pietra.
Un po’ come noi, sempre “ in paziente attesa di riprendere vita.”