
L’amor proprio ci nasconde il Cristo: scegli l’amore-Dio, Egli dice alla Bossis. Il peccato è la tristezza, l’amore è leggerezza, è infinito, ciò per cui siamo fatti da sempre. Se Gesù vive in noi, finirà quel senso di vuoto che perseguita e tormenta, comincia una vita che pochi sperimentano, perché pochi gli aprono la porta.

Aprire le porte del cuore forse non dipende solo dalla volontà, ma dall’aver captato, anche solo per un istante, la lunghezza d’onda dell’Amore, e compreso che vale la pena cedergli tutto.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno
per cui fatica sotto il sole?
Solo Lui può colmare questo vuoto…
Immersi, quasi affogati, in una società dove si inizia a percepire un’aria, una atmosfera, un clima, un ambiente, un modus vivendi che inquinano;
oltre che aria, mare e terra, arrivano ad avvelenare lo spirito,l’anima, il cuore di tutti coloro, che, magari nostalgici di un “tempo antico”, erano sempre in grado di affrontare, nella forza del proprio credo, amore, e speranza, il nemico assoluto che strisciante avanzava, iniziava ad insinuarsi, (“di nuovo come allora, sotto quell’albero in Eden” ) dentro l’anima dell’uomo del “tempo nuovo”.
Gesù è paziente, sta lì, dietro la porta, in attesa…
APRIAMOGLI, non lasciamo spazi liberi per “l’intruso”
che ci sprofonda nello sconforto e nella disperazione.
Se Gesù vive in noi, finirà quel senso di vuoto