
Mi trovo costretto a fare cumulativamente gli auguri per l’anno che sta per cominciare, non essendo in grado di inviarli e rispondere singolarmente. Voglio farne, però, un atto di scelta profonda e di piena libertà.
Il virus mi ha messo davanti all’essenziale, e sempre più mi convinco che si tratti di un’occasione preziosa non solo per me, ma anche per quelli che incontro nel cammino. L’effetto del Covid è quello di darmi il tempo di tornare alle radici, là dove ho incrociato la vita per la prima volta. Per me è stato l’incontro con don Mario, che mi ha fatto scoprire l’uomo alla maniera di Cristo: che crede, ama, spera; ha fiducia nel prossimo, è mite, umile, scopre l’amore per la vita, fa esperienza della croce; è libero e uno con lo Spirito, puntando alla verità; prega, è figlio di Dio (cioè docile, obbediente, coerente, perseverante), porta vita e gioia ed è misericordioso. Quanto sia stato lungo e contraddittorio il mio cammino, rispetto a un simile orizzonte, tutti lo sanno.
Il coronavirus, oggi, mi mette ancora davanti a questa luce intramontabile, alla mia vera identità. E mi spinge ad augurare a ciascuno di voi di poter ritrovare, a sua volta, le radici autentiche della propria vita, perché la tempesta che ci sta sconvolgendo non passi inutilmente.
Perdonatemi se non rispondo ai messaggi, ma mi è fisicamente impossibile.
Vi abbraccio virtualmente, ma con tutto il cuore
don Fabrizio

Auguri a te! Che l’anno nuovo sia un camminare ancora più pienamente sulle orme del bellissimo percorso tracciato in queste righe, con la mano nella mano di don Mario, colui che per primo ha intuito la tua verità profonda, e ti ha instradato sulla via del Progetto di Dio su di te.
E auguri anche a tutti coloro che ti seguono con tanto amore.
tutti quei verbi e prerogative si possono attribuire solo a Cristo…ma se camminiamo con Lui, la vita è veramente un dono, comunque sia e malgrado tutto…