
Pace, amore e umiltà: ecco il bagaglio per il nuovo anno. Senza questo, si rischia di fallire ancora, di non credere che c’è un senso in questo mondo.
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Cieli augurali

I Cieli augurali di Giovanna Menegùs sono un canto alla natura, alla circolarità del tempo che alla stessa natura si adegua, in barba al tempo lineare di un positivismo occidentale che non dà tregua per l’attenzione e la cura. Questa breve raccolta di 12 poesie inedite si stringe attorno allo stupore per la bellezza del mondo, che si trova nei paesaggi e nei boschi, persino sui cigli della strada come sulle rive dei corsi d’acqua. Sono cieli augurali perché portano doni di luce, con le loro stagioni, le loro aurore che aprono l’alba e spalancano il giorno, i loro tramonti che s’inchinano al crepuscolo e raccolgono la notte.
(a&b archibiblio ferrara – Strenna Natale 2021 delle Biblioteche di Ferrara)
Immagini: AS MI, 2021 Continua a leggere
Auguri per l’anno che verrà

Mi trovo costretto a fare cumulativamente gli auguri per l’anno che sta per cominciare, non essendo in grado di inviarli e rispondere singolarmente. Voglio farne, però, un atto di scelta profonda e di piena libertà.
Il virus mi ha messo davanti all’essenziale, e sempre più mi convinco che si tratti di un’occasione preziosa non solo per me, ma anche per quelli che incontro nel cammino. L’effetto del Covid è quello di darmi il tempo di tornare alle radici, là dove ho incrociato la vita per la prima volta. Per me è stato l’incontro con don Mario, che mi ha fatto scoprire l’uomo alla maniera di Cristo: che crede, ama, spera; ha fiducia nel prossimo, è mite, umile, scopre l’amore per la vita, fa esperienza della croce; è libero e uno con lo Spirito, puntando alla verità; prega, è figlio di Dio (cioè docile, obbediente, coerente, perseverante), porta vita e gioia ed è misericordioso. Quanto sia stato lungo e contraddittorio il mio cammino, rispetto a un simile orizzonte, tutti lo sanno.
Il coronavirus, oggi, mi mette ancora davanti a questa luce intramontabile, alla mia vera identità. E mi spinge ad augurare a ciascuno di voi di poter ritrovare, a sua volta, le radici autentiche della propria vita, perché la tempesta che ci sta sconvolgendo non passi inutilmente.
Perdonatemi se non rispondo ai messaggi, ma mi è fisicamente impossibile.
Vi abbraccio virtualmente, ma con tutto il cuore
don Fabrizio
Il tempo
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da qui
Il tempo ha senso solo se riempito
di Dio, penso nel giorno degli auguri.
Con lui la corsa folle di orologi
sempre troppo rapidi, o inceppati
da sogni e fallimenti inevitabili,
diventa un fiume calmo che si abbraccia
col mare, ogni momento, non soltanto
alla fine del viaggio. Chi capisce,
non teme più la fuga della vita:
la vive e basta, sempre, faccia a faccia.
Prima di avere il tempo (buon anno)
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da qui
Perché sarete ricompensati nei cieli.
Questa frase può generare equivoci. Come se la ricompensa fosse un al di là non meglio precisato. Che errore fatale. Matteo, da buon ebreo, non osa pronunciare il nome santissimo di Dio. Vuol dire che la vita è data a chi la cerca. Dio la dona qui, e ora: è lui il cielo, lui la ricompensa. L’uomo è ricompensa a se stesso quando scopre che la vita è nell’offrire vita.
Buon anno, se ci regala questa ricompensa: sulla terra, tra i nostri problemi, nel mezzo delle nostre speranze. Lascio questa piccola cosa, un testamento povero, se dovessi morire prima di avere il tempo di trasmetterlo.
