
Il primo marzo ha pubblicato il suo primo numero CasaMatta, blog di cultura, società e letteratura che si propone come uno spazio aperto al confronto e alla condivisione con i lettori, con una prospettiva di dibattito in controtendenza rispetto alla dimensione social più corrente e corriva. La redazione è composta da Fabrizio Bregoli, Anna Maria Farabbi, Paolo Gera, Milena Nicolini, Nella Roveri. Attraverso i testi di presentazione del nuovo blog emerge bene, a partire dal nome scelto, il senso dell’operazione e l’aria che vi circola: politica in primo luogo, femminile e femminista, plurale e anarchica o eretica e utopica, con «la follia pura che permette di affacciarsi alla vita di nuovo per ricrearla» (Farabbi).
Così, racconta Roveri, negli anni Novanta le innumerevoli casematte lasciate sul litorale albanese dalla dittatura di Hoxha, da fortificazioni sono state trasformate in bar, alloggi, fungaie, ricoveri per animali, cappelle per tornare a pregare: oppure dipinte di rosa come altrettanti seni «protesi nella luce». «La parte ‘matta’ della casamatta – scrive Nicolini – significa una libertà rispetto agli schemi, al simbolico, alle consuetudini attuali. L’altra parte, la casa, significa accoglienza e cura. Confronto. Disponibilità. Nei limiti, certamente, di una casamatta che è anche disposta a difesa e insieme a offesa, se là fuori c’è ancora chi violenta, uccide, discrimina, fa del male. Senza che la funzione offensiva e difensiva diventi mai, a sua volta, male e violenza». Ancora, Gera afferma come nell’idea di casa vi sia, «soprattutto di questi tempi, una previsione di chiusura e un rifiuto obbligato all’ospitalità. Ma una casamatta disobbedisce e se ne va in giro, osserva, si interessa, chiede, partecipa ai problemi degli altri».
Il blog pubblicherà i propri nuovi articoli a cadenza mensile, indicativamente il primo lunedì di ogni mese. Nel primo numero, tra i vari interventi si possono leggere storie e riflessioni intorno a malattia, ospedale come istituzione sociale e cura come fatto che riguarda la persona intera, ricordando che l’ominide diventa uomo, essere umano, quando per la prima volta un femore spezzato viene curato (Pezzi di carne, di Milena Nicolini); intorno a legge e reclusione, chiedendo verità sulle 13 morti avvenute nelle carceri italiane – 9 delle quali al Sant’Anna di Modena – durante le rivolte del primo lockdown (I morti del carcere di Sant’Anna, di Paolo Gera); un ricordo del poeta Franco Loi e della sua voce recitante «in una liquidità che include la tensione, il nodo, l’acuto, e tuttavia ha la capacità di fluire e permanere musicalmente nella nostra interiorità» (Anna Maria Farabbi). Per il resto rimando direttamente a
https://www.casamattablog.it/
(Giovanna Menegùs)


L’ha ripubblicato su La poesia di Fabrizio Bregolie ha commentato:
Ringraziamo “La Poesia e lo Spirito” e in particolare Giovanna Menegùs per la graditissima segnalazione di “CasaMatta”