4 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 30

  1. Luigi Maria Corsanico

    MARCELLO COMITINI – I NEMICI © 19 giugno 2020
    Lettura di Luigi Maria Corsanico
    Pancrace Royer : L’Aimable
    Alexandre Tharaud, pianoforte
    René Magritte, La reproduction interdite, 1937

    Con le dita affondate
    nelle cavità dello specchio
    ho incontrato me stesso
    senza cercarmi e senza desiderio
    di rivedere il mio nemico d’infanzia.
    Ha sussurrato al mio orecchio
    dei piaceri non goduti
    dei progetti mai finiti
    della vita
    trascorsa inutilmente.
    Con le lacrime agli occhi
    ha ricordato la mia forza
    seppure cresciuta con fatica
    scardinarsi come porta
    rugginosa sul passato
    quando lo sentivo rinchiuso
    nei profondi
    dubbi della mia anima.

    Con un sorriso amaro
    mi ha costretto a confessare
    che fuggivo dalle case
    in cerca di una casa
    che in cerca di me stesso
    cercavo un amore.
    Mi guardavo intorno
    fuggivo dal mio orgoglio
    fuggivo la pietà
    donando compassione.

    Ma sempre alle mie spalle
    lo sentivo lagnarsi
    col quel suo fiato di capra
    del mio lungo belare
    d’ansia e d’inquietudine.

    Ora mi direi
    se m’incontrassi ancora
    come ti sei fatto vecchio
    e sempre più ubriaco
    d’oscuri incanti
    nelle notti tristi e di speranze
    nei giorni senza fine.

    E sempre più spietato
    si è fatto il tuo nemico.

    Rispondi
  2. ema

    IL NEMICO

    La mia giovinezza è stata un’oscura tempesta,
    Attraversata talvolta da soli rigogliosi;
    Il tuono e la pioggia hanno fatto una grossa rovina,
    Che nel mio giardino rimane ben poco di frutti vivi.

    Ecco la mia visione è vecchia,
    Occorre riprendere in mano gli arnesi
    Per rimettere a nuovo le terre sommerse,
    Dove l’acqua scava tombe sotterranee.

    E chi sa se i fiori che sogno portano notizie
    Troveranno nella terra abbattuta
    Il seme spirituale che darebbe loro respiro?

    ? O dolore! o dolore! Il Tempo divora la vita,
    E il Nemico oscuro che ci scava il cuore
    Si alimenta del nostro sangue perduto!
    C. Baudelaire

    Rispondi
  3. Luigi Maria Corsanico

    https://youtu.be/D7grhv617Kw
    IL NEMICO (L’ENNEMI)
    Charles Baudelaire
    I fiori del male
    1857 – 1861
    Traduzione di Marcello Comitini

    © 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
    Edizioni Caffè Tergeste

    Fu la mia giovinezza una tempesta oscura
    traversata qua e là da soli luminosi.
    Tuono e pioggia hanno fatto tali disastri
    che restano nel giardino pochi frutti vermigli.
    Ecco già ho toccato l’autunno delle idee
    e occorrerà usare pala e rastrello
    per rimettere in ordine le terre inondate
    dove l’acqua ha scavato buche come tombe.
    E forse i nuovi fiori da me ancora sognati
    troveranno nel suolo lavato come un greto
    il mistico alimento che dia loro vigore?
    — O dolore! o dolore! rode il Tempo la vita
    e l’oscuro Nemico, che ci rosicchia il cuore
    col sangue che perdiamo, cresce e si fortifica!

    Ma jeunesse ne fut qu’un ténébreux orage,
    Traversé çà et là par de brillants soleils ;
    Le tonnerre et la pluie ont fait un tel ravage
    Qu’il reste en mon jardin bien peu de fruits vermeils.
    Voilà que j’ai touché l’automne des idées,
    Et qu’il faut employer la pelle et les râteaux
    Pour rassembler à neuf les terres inondées,
    Où l’eau creuse des trous grands comme des tombeaux.
    Et qui sait si les fleurs nouvelles que je rêve
    Trouveront dans ce sol lavé comme une grève
    Le mystique aliment qui ferait leur vigueur ?
    — Ô douleur ! ô douleur ! Le Temps mange la vie,
    Et l’obscur Ennemi qui nous ronge le coeur
    Du sang que nous perdons croît et se fortifie !

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *