L’occhio di luce sospeso nel buio
mi segue, ostinato mi avvolge
nella sua vampa
proietta ai miei piedi
l’ombra sfocata di un uomo.
Sui miei lineamenti
un angelo e un demone tracciano
un me e un altro da me.
Gesticolo rido pronuncio
parole come se fossero mie.
Piango con tutto il cuore
le lacrime versate da un’ombra.
Esulto, frugo nell’intimo
di un io sconosciuto
scambio le parti
tra l’essere io e il mio essere un altro.
Gridano tracimano
l’uno nell’altro s’azzuffano
appaiono insieme bifronti
mi donano la sensazione
d’essere il dio di qualcuno o qualcosa.
Ho il volto dell’uomo
che sente in sé il desiderio potente
di violentare la morte.
Arreso alla mia pluralità mi perdo
trascinato nell’altrove
del tempo e della mente.
Dietro le quinte
mi guardo attentamente allo specchio
mi meraviglio
di non avere volto, soltanto un ricordo
e il mio sguardo che brucia.
Ritento ogni battuta,
mimo ogni scena.
Ma è un caos vivente di voci
uno stillicidio di memorie e di sentimenti
che appartengono a un altro
o a quel me stesso svelato in mille altri volti.
Dal palcoscenico li ho visti.
Spettatori sospesi nel buio
del finito evento
che ha rapito i loro animi.
Si alzano
voltano le spalle, si allontanano
parlano a voce bassa,
commentano tra loro
a mente ebbra di commozione
le parole del demone e dell’angelo.
Scompaiono dalle porte in fondo al teatro.
Nel silenzio
mi concedo una muta ricompensa.
Cerco a memoria nei loro visi
la sagoma dispersa del mio volto.
Molto bella la poesia e stupenda anche l’interpretazione.
Nell’ascoltarla non ho potuto fare a meno di notare e sottolineare alcuni versi che rispecchiano la realtà in cui mi trovo a vivere proprio in questo periodo, molto particolare.
…
Sui miei lineamenti
un angelo e un demone tracciano
un me e un altro da me.
Nel silenzio
mi concedo una muta ricompensa.
Cerco a memoria nei loro visi
la sagoma dispersa del mio volto.
Ringrazio sempre Fabrizio e Luigi per l’affetto con cui mi stanno a fianco nelle mie fatiche letterarie.
In questa occasione devo anche ringraziare tutti coloro che hanno commentato la lettura e i versi: Ema, hellomiticospank, Ladyoscar. Grazie di cuore!
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I personaggi creati dall’attore hanno una vita propria, quelli creati dall’uomo non lo dimenticano.
Marcello Comitini
l’ATTORE ©settembre 2020
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Paul Hindemith: Organ Sonata No.2 (1937) – 3. Fuge · Peter Hurford
immagine dal web di proprietà dell’autore
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L’attore – Marcello Comitini © settembre 2020
L’occhio di luce sospeso nel buio
mi segue, ostinato mi avvolge
nella sua vampa
proietta ai miei piedi
l’ombra sfocata di un uomo.
Sui miei lineamenti
un angelo e un demone tracciano
un me e un altro da me.
Gesticolo rido pronuncio
parole come se fossero mie.
Piango con tutto il cuore
le lacrime versate da un’ombra.
Esulto, frugo nell’intimo
di un io sconosciuto
scambio le parti
tra l’essere io e il mio essere un altro.
Gridano tracimano
l’uno nell’altro s’azzuffano
appaiono insieme bifronti
mi donano la sensazione
d’essere il dio di qualcuno o qualcosa.
Ho il volto dell’uomo
che sente in sé il desiderio potente
di violentare la morte.
Arreso alla mia pluralità mi perdo
trascinato nell’altrove
del tempo e della mente.
Dietro le quinte
mi guardo attentamente allo specchio
mi meraviglio
di non avere volto, soltanto un ricordo
e il mio sguardo che brucia.
Ritento ogni battuta,
mimo ogni scena.
Ma è un caos vivente di voci
uno stillicidio di memorie e di sentimenti
che appartengono a un altro
o a quel me stesso svelato in mille altri volti.
Dal palcoscenico li ho visti.
Spettatori sospesi nel buio
del finito evento
che ha rapito i loro animi.
Si alzano
voltano le spalle, si allontanano
parlano a voce bassa,
commentano tra loro
a mente ebbra di commozione
le parole del demone e dell’angelo.
Scompaiono dalle porte in fondo al teatro.
Nel silenzio
mi concedo una muta ricompensa.
Cerco a memoria nei loro visi
la sagoma dispersa del mio volto.
Molto bella la poesia e stupenda anche l’interpretazione.
Nell’ascoltarla non ho potuto fare a meno di notare e sottolineare alcuni versi che rispecchiano la realtà in cui mi trovo a vivere proprio in questo periodo, molto particolare.
…
Sui miei lineamenti
un angelo e un demone tracciano
un me e un altro da me.
Nel silenzio
mi concedo una muta ricompensa.
Cerco a memoria nei loro visi
la sagoma dispersa del mio volto.
?
frugo nell’intimo
di un io sconosciuto
scambio le parti
tra l’essere io e il mio essere un altro.
Ringrazio sempre Fabrizio e Luigi per l’affetto con cui mi stanno a fianco nelle mie fatiche letterarie.
In questa occasione devo anche ringraziare tutti coloro che hanno commentato la lettura e i versi: Ema, hellomiticospank, Ladyoscar. Grazie di cuore!