Giulia Bignami, La zattera astronomica

La zattera astronomica di Giulia Bignami

Riflessioni su un testo esilarante, commovente, dissacrante

A cura di Guido Michelone

“Esilarante, commovente, dissacrante”: sono i tre aggettivi usati dal noto romanziere Massimiliano Parente nella breve introduzione (l’unica redatta in vita sua) per sintetizzare e connotare un libro originale e a suo modo importante nell’attuale panorama della letteratura italiana, un testo che narra “di una infanzia scientifica irresistibilmente tragicomica”. Il libro, presentato con la dicitura ‘romanzo’, al cui genere si rifanno altresì il titolo e la copertina neosurrealista, può rievocare però, già nel sottotitolo, la manualistica umoristica sulle relazioni interpersonali.

Dopo un’attenta – e coinvolgente – lettura, oltre ad ammirare la prosa fresca, simpatica e intelligente dell’autrice, si intuisce che il saggio pop o l’opera di formazione passano in secondo piano rispetto a un’autobiografia solo in apparenza sbarazzina o irriverente, che va interpretata quale omaggio anche nostalgico alla figura paterna di cui Giulia Bignami sembra avvertire traumaticamente l’assenza. La trentunenne ricercatrice clinica (oggi a Edimburgo, in Scozia) è figlia d’arte: la madre Patrizia Caraveo (1954) e il papà Giovanni Bignami (1944-2017) sono noti astrofisici. Ma della morte del genitore, avvenuta all’improvviso, l’autrice non fa cenno, preferendo dipingerlo quale protagonista tutto ‘genio e sregolatezza’, dalla ‘vita spericolata’ da rock star o all’insegna di trasgressioni da artista sperimentale all’interno di un focolare domestico frequentato da figure bizzarre. Quasi come un contrappasso dantesco, tanto è piena, vitalista, rischiosa e debordante la relazione padre/figlia durante l’infanzia, quanto l’incontro con i luminari ospiti dei Bignami al mare, a Roma o a Milano, si rivela deludente: lo scienziato, l’astronauta, il Premio Nobel, agli occhi della bambina, non hanno nulla di fascinoso o coinvolgente: memorabili restano le pagine dove Giulia fotografa la banalità del professorone che potrebbe ricordare quella sul male di Hannah Arendt. L’infanzia anomala di una piccina ‘vittima’ dell’ego che ragiona in termini di spazio, universo, stelle, pianeti, viene riscattata da questo libro di proustiana memoria: forse, senza dirlo, l’ormai adulta Giulia vorrebbe ritrovarsi ancora su una zattera astronomica in compagnia di un padre che, fra le tante cose, le ha pure indirettamente insegnato a scrivere in libro utile e dilettevole, grazie alla consapevolezza del tono (e del gusto) via via esilarante, commovente, dissacrante…

Giulia Bignami, La zattera astronomica. Come sopravvivere a un papà scienziato, Baldini + Castoldi, Milano 2021, pagine 125, euro 16,00.

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