Ormai la primula e il calore
ai piedi e il verde acume del mondo
I tappeti scoperti
le logge vibrate dal vento ed il sole
tranquillo baco di spinosi boschi;
il mio male lontano, la sete distinta
come un’altra vita nel petto
Qui non resta che cingersi intorno il paesaggio
qui volgere le spalle.
***
È possibile che si apra una frattura tra noi e il mondo? Che il paesaggio sia qualcosa di estraneo, lontano, di cui, semplicemente, “cingersi”? Lasciamoci interrogare, come sempre.


A me fa pensare ad un’altra poesia, “Passo d’Addio”, di Cristina Campo: la stessa coscienza di un tempo concluso, un fermo immagine che coglie l’atmosfera sospesa tra ciò che non è più, e ciò che ancora non è.
E’ possibile sentirsi altrove, quasi infastiditi dal prorompere della natura, dell’estate.
Quando il sole e’ lontano dal cuore tutta la luce del mondo suona come una nota stonata.
E’ buio dentro di me,
ma presso di te c’è luce.
Sono solo,
ma tu non mi abbandoni.
Sono impaurito,
ma presso di te c’è aiuto.
Sono inquieto,
ma presso di te c’è pace.
In me c’è amarezza,
ma presso di te c’è pazienza.
Io non comprendo le tue vie,
ma tu conosci la mia via.
Dietrich Bonhoeffer