
Ormai anch’io sono insieme agli altri
Ormai anch’io sono insieme agli altri
che dicevano guardandoci, con aria
di sì tenue tristezza «Su, giocate>>
per allontanarci. E nella penombra bella
delle panchine serali del parco
di che parlavano, di’, e chi erano?
Superiori, come dei, facevan pena.
Si somigliavano molto quando lenti
ci guardavano distanti, come un gruppo
di alberi uniti da un giorno d’autunno.
Ormai anch’io sono insieme agli altri
di cui ci prendevamo gioco a volte,
lì come dei tonti, così stanchi.
Noi, i piccoli, noialtri che nulla
possedevamo, guardavamo, senza vederli,
quel loro modo d’essere tutti d’accordo.
Ed ora
che ho camminato lenta fino alle panchine
per riunirmi con loro lì per sempre,
ormai anch’io sono insieme agli altri,
i più grandi d’età, i malinconici,
e come sembra strano, non è vero?
Il passaggio dall’infanzia alla vecchiaia è descritto dalla Marruz in modo magistrale: nel volgere di pochi versi, si consuma una vita.

E’ vero, bisogna saper invecchiare ma la verità e’ che il trascorrere degli anni ci mette un po’ di paura. L’unica vera consolazione nella maggiore saggezza raggiunta, forse.
e come sembra strano, non è vero?
Si è vero. Il tempo è un mistero, quel “tu” che eri fino a poco fa in un attimo è mutato, lo specchio rimanda un’altra immagine, mentre dentro senti una scintilla d’eterno che è immutata, e che lo scorrere del tempo non sfiora.