
Tre campanule bianche ad Annarosa
Poiché il fiore era falso ma la pietra era vera
ci concentrammo sulla pietra:
spigoli scheggie macchie asperità.
Ad essa ci aggrappammo, la stringemmo
negando ogni altro scampo.
Pure, nel fondo della mente, ancora
ritornava un effluvio, un tremolio
di petali leggero – tre campanule bianche
nel cantuccio d’un quadro di Klee.
Noi cercavamo disperatamente
di non badarvi, e sapevamo bene
che ne saremmo morti.
Cosa conta di più, nella vita, la pietra o il fiore? Dobbiamo fare delle scelte, come sempre, ma lasciare fuori la bellezza è un rischio, spesso mortale.

Com’è vero che la bellezza ha un suo carico di terribilità! E si, in fondo, si tratta di scegliere se lasciarsi attraversare dal suo tremendo mistero, o aggrapparsi alle certezze che la materia sembra offrire, ignorando il paradosso di un fiore effimero che però resta nel ricordo di un’emozione, e la consistenza di una pietra che passa senza lasciare traccia.
Un fiore è breve, ma la gioia che dona in un minuto è una di quelle cose che non hanno un inizio o una fine.
(Paul Claudel)