Lirico terapia. Elena Clementelli


Da “La breve luce”

XXIII

Scorre nel sangue mio senza memoria

l’estate, arido tempo.

Tutto ha bruciato il cielo

che l’umido riso di marzo apriva a un abbraccio sereno.

Non ricordo la fiorita dei mandorli,

il ritorno della gioia alata sul mondo spento,

il ridesto tumulto delle acque,

il verde inizio della lieve festa.

Torna dal breve esilio la morte eterna,

torna a regnare dal suo trono di terra sulle cose finite.

Tempo di fede e giovinezza non è piú.

Rapido corse amore alla meta bugiarda,

il vento che ingannò le ultime rose

svelò al traguardo il suo artiglio di fuoco.

Lo spegnersi di un amore è un sentimento universale. Il poeta non solo lo prova, ma lo esprime. Come Elena Clementelli riesce a fare in questi versi.

2 pensieri su “Lirico terapia. Elena Clementelli

  1. S&R

    Molti amori chinano il capo davanti all’incedere devastante del tempo…l’ amore più forte della morte è una via misteriosa, di non facile accesso, forse perché della morte si fa carico giorno dopo giorno, fino a non temerla più.

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