Uscire dalla vita come quando
Uscire dalla vita come quando
s’esce di chiesa
in un finale d’organo: s’avventa
l’anima a scale prodigiose, trova
il piede sulla soglia
un bianco che vi palpita: e la luce
è nuova.
Ma uscire non è dato in rapimento.
Ch’io possa almeno
lasciarmi dietro la mia stanza, un poco
volgendo il capo a riguardarla, alfine
pulita, sgombra
d’ogni discordia, in ordine sereno
come la chiesa ora vuota: le croci
fanno una chiara ombra
sul pavimento.
È difficile vedere la morte in modo più sereno. Angelo Barile ci stupisce, con questi versi cristallini e memorabili.


Serenità, naturalezza, luce nuova…esattamente gli ingredienti dì cui abbiamo bisogno, in questo nostro tempo che ha fatto della morte il più rimosso dei tabù.
La stanza pulita dell’anima sara l’unica condizione che potrà infondere serenità alla fine del viaggio.