Lirico terapia. Pedro Salinas


È stato, accadde…

È stato, accadde, è verità.

Fu un giorno, una data

che il tempo segna al tempo.

Fu in un luogo ch’io vedo.

I piedi di lei calpestavano

questo suolo che tutti calpestiamo.

Il suo vestito

somigliava a quegli altri

che portano altre donne.

Il suo orologio

sgranava calendari

senza scordarsi un’ora,

come contano gli altri.

E ciò che lei mi disse

fu in un idioma del mondo,

con grammatica e storia.

Così vero

che sembrava menzogna.

 

No.

Bisogna che me lo viva dentro,

debbo sognarmelo.

Togliere il colore, il numero,

il fiato di fuoco

con cui nel dirmelo mi bruciò.

Convertire tutto in caso,

in puro azzardo, sognandolo.

Così, quando si disdica

di ciò che allora mi disse,

non mi morderà il dolore

d’aver perduto una felicità

ch’io tenni fra le mie braccia

come si tiene un corpo.

Crederò che fu un sogno.

Che ciò che fu così vero,

non ebbe corpo né nome.

Che perdo

un’ombra, un sogno di più.

 

C’è poco da aggiungere all’effetto straniante dei versi di Salinas: a chi non è accaduto di temere di perdere? E di trovare sistemi di difesa più o meno improvvisati? È stato, accadde…

3 pensieri su “Lirico terapia. Pedro Salinas

  1. S&R

    Essere, o non essere, questo è il problema:
    se sia più nobile nella mente soffrire
    i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna
    o prendere le armi contro un mare di affanni
    e, contrastandoli, porre loro fine?

    Siamo attratti dall’amore, dalla vita, ma siamo in fuga dal dolore che comportano, questo è l’eterno dilemma…

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *