Lirico terapia. Giovanni Giudici


Con tutta semplicità

Con tutta semplicità devo dire

che un tempo sembrava lontano

il tempo in cui morire.

 

Ora non è piú un pensiero strano.

Ora è sempre lontano (almeno spero) ma

posso già prefigurarmelo. Ho l’età

 

in cui dovrei fare ciò che volevo

fare da grande e ancora non l’ho deciso.

Faccio quello che faccio, altra scelta non ci sarà:


leggo di miei coetanei che muoiono all’improvviso.

Il tema è scottante, ma la poesia lo trasfigura: Giovanni Giudici è un maestro nel procedere su un crinale da cui ognuno può osservare il suo paesaggio.

3 pensieri su “Lirico terapia. Giovanni Giudici

  1. S&R

    Cogliere l’essenziale, ciò che è visibile solo agli occhi del cuore, e restituirlo con l’immediatezza e la semplicità di un bambino perché possa superare le nostre sovrastrutture: questa l’arte del poeta.

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  2. Riccardo Ferrazzi

    Una lirica che sento mia: ormai non mi resta più molto tempo, ciò che potevo fare l’ho fatto, “e sempre corsi e mai non giunsi il fine”. Forse l’hanno pensato anche Napoleone e Giulio Cesare. Sicuramente Leopardi. Ci sarà mai qualcuno che se ne è andato con la tranquilla certezza di aver fatto e ottenuto ciò che voleva? Forse soltanto Gesù Cristo. Forse Socrate. Forse nessuno è davvero riuscito ad andarsene senza rimpianti.

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