E poiché la Morte verrà all’insaputa come i ladri,
tu temi possa trovarmi con queste scarpe logore
– scarpe ostinate e seguaci – e raggranelli il tuo gruzzolo
perché i miei piedi non sfigurino sul mio ultimo letto.
Ma io penso che le scale del paradiso sono di vetro
– vetro limpido e sottile che non lo scorgi neppure –
e le scarpe che compreresti, rigide, pese e loquaci,
picchierebbero troppo sull’esile scala del cielo.
Lasciami ai piedi queste mie logore scarpe
queste mie povere scarpe soffici e silenziose
sì che arrivando nel cielo, la figlia nostra – se dorme –
non interrompa il suo sonno
e si risvegli serena come soleva quaggiù.
Delicatissimo pensiero di padre, questo di Mignosi. Se il mondo progredisce, è per dettagli come questi, degni del cielo.


Cerchiamo sempre consolazione nelle cose sbagliate.
Il poeta ci ricorda quello che conta.
La delicatezza d’animo è rara, una dote poco appariscente che ha però il potere di disarmare e aprire la via della tenerezza. Così è quello di questa bella poesia.