La parola ai poeti. Paola Loreto


La scrittura è la cosa più misteriosa della mia vita. Non so da dove viene, né perché viene. Non c’è un motivo al mondo perché io debba scrivere, se non che
ho bisogno di scrivere e che quando scrivo sono totalmente felice. Non voglio dire senza problemi, senza fatica, fuori dal mondo, ma immersa in un sentimento di radicale libertà e di appartenenza al mondo che rende tutto portabile, luminoso, pieno di senso.

 

In questi giorni riflettevo sulla pretesa di valore etico che viene diffusamente rivendicata dalla scritturasoprattutto dall’epoca pandemica—ma anche, da allora, da pressoché qualsiasi altra attività, comportamento, gesto, pronunciamento. Io credo che la poesia sia e sia sempre stata etica, perché nasce al tempo stessodalleccesso di una pienezza reale e dall’insufficienza di una pienezza immaginata. Scriviamo quando vivere non ci basta (soprattutto quando siamo costretti a vivere in presenza di limiti, in condizioni di sofferenza, omanchevolezza). Ma scriviamo anche per cantare la bellezza del mondo, perché non ci basta viverla: dobbiamo dirla e dirla è un rendere grazie attraverso la lode.

 

Quando scriviamo lo facciamo dalle radici del nostro essere, dove non è possibile la menzogna, perché non ne vale la pena. Scriviamo per dire con nostalgia lancinante come ci sembra che dovremmo essere, come ci sembra che dovremmo amare. Come ci sembra che dovremmo vedere, comprendere, perdonare, sopravvivere, ricominciare, dare. Scriviamo per non avere paura. Per dire chi siamo, perché siamo uomini. Per dire come vorremmo essere, per essere uomini.

 

Il primo passo è guardare, ascoltare, accorgersi di, rilevare quello che ci circonda, quello che abbiamo davanti agli occhi. Prestare attenzione, in un certo senso prestarci agli altri della terra—umani e nonumani. Sentire di essere corpo della terra, come ogni altra cosa, vuol dire non essere in grado di recare oltraggio a nulla, a partire dalla pietra per finire con la carne dell’uomo. Voglio credere nel candore di Ralph Waldo Emerson, che ha scritto:

 

Ho fiducia nelle leggi della morale quanto in quelle della botanica. Ho piantato granoturco nel mio campo ogni giugno per diciassette anni e non ho mai visto crescere stricnina. Il mio prezzemolo, le mie barbabietole, rape, carote, spino cervino, castagne, ghiande, sono altrettanto certi. Credo che la giustizia produca giustizia, e l’ingiustizia ingiustizia.

 

E credo nella fede di Mary Oliver, che ha scritto:

 

Nell’atto di scrivere una poesia, sono obbediente, e sottomessa. Per quanto sia possibile farlo, metto da parte l’ego e la vanità, e perfino le mie intenzioni. Ascolto. Quello che sento è quasi una voce, quasi un linguaggio. È un secondo oceano, che cresce, che ti canta nelle orecchie, o nel profondo, dentro le orecchie, sussurrando nei recessi in cui uno è meno se stesso e più una parte di una sola, indivisibile, comunità.

 

La percezione sensibile è apprensione spirituale. Il corpo è la manifestazione della nostra anima. Avere cura di essere interi, integri, e avere cura che possano esserlo gli altri è preghiera. È un essere giunti. È un ritornare alle nostre origini, circa le quali non abbiamo bisogno di domandare. Come non abbiamo bisogno di farlo circa la nostra scrittura, che ci chiama. Serve solo rispondere. Senza giudizio e senza aspettative.

*

ti posi lì
più in alto
che si può
senza paura
perché è la tua
natura a dirti che è
il posto per te

sei grande e leggero
bianco in innato
equilibrio sull’ultimo ramo
spiegato se avverti
la mia ombra e ti libri
di nuovo nell’aria
piano
come in un ripensamento
lento, sopraggiunto
per caso

sei a casa
in quel corpo avvolgente
e nella sua distensione
allo spazio che forma
un continuo di posa
pensiero
riposo

adesso viri veloce
e mi sorvoli elegante
incurante
per dire che è solo un gioco
guardarmi e fare
una soffice mano

*

Sei quieta e contenta
come non sei mai stata
alla fine della vita.
Dici tanti di quei Sì??
tutti convinti e compresi
per dire che sei giunta
alla meta, e non ti spiace.
Hai i movimenti misurati ed essenziali
degli anziani, che non hanno più nulla
da sprecare e più nulla da investire.
Ti aggiri nell’orto
ti inchini alle colture
alle erbe alle piante ai fiori
per prendertene cura
come speri qualcuno ?
stia facendo con te.
Guardi vicino e vedi
così tanto oltre. Oltre
questo caco, questo fico,
queste ortensie e questi gigli
oltre la salvia e l’erba cipollina
la canasta e i grasselli
la melissa e i mughetti
le felci ancora attorte
e l’alto lauro che separa,
finalmente, dal male
che hai accolto
con fede e con dolore
per serbarlo nel cuore,
farne concime.
Sei come quando sono
aggrappata alla roccia, in alto,
e sto patendo, ma la roccia mi porta
leggera e mi dice che non è
un patire: è un amare.
Sono forse i tuoi capelli
poco bianchi o è forse la tua pelle
così fresca a tradire la tua età
per una ragazzina che in valle
circolava con le treccine e il broncio,
in bianco e nero, sfumato seppia.

Un pensiero su “La parola ai poeti. Paola Loreto

  1. Alfonso

    Poesia(prosa)e parole,… dal cuore!

    La poesia, come la preghiera,
    è cibo per l’anima;
    Testa e cuore vanno di pari passo
    sopratutto nel sentimento.
    Non possono scindersi perché puoi fare poesia solo se è  il cuore a dettarla,ed un cuore arido non riceverà mai dalla ‘testa’ quegli input che possano ispirare,e ciò vale per qualsiasi situazione di vita.
    E dentro noi stessi  troviamo gli elementi che ispirano al meglio:
    “Amore”,a 360° ,non egoistico ma rivolto a tutto cio’ che fuori gravita  attorno a noi,in tutta l’opera del creato e in  tutte le creature;
    “desiderio” di trasmettersi all’altro.
    Ispirazione che nasce dall’intimità
    del proprio animo con ogni attimo del vivere ,dove puoi cogliere quei flash che ti illuminano,fatti di istanti o di momenti che sembrano delle”fugaci eternità”, dove si manifestano atmosfere fantastiche e reali, che dettano parole al cuore, che le “lievita”, in un fermento che le trasforma in espressione poetica;
    a volte in poesia,a volte in prosa,…altre volte in preghiera..!
    …questo è il mio umile pensiero…

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