a cura di Alberto Fraccacreta
Per far vivere altro cadiamo (Industria&Letteratura, 2023) di Marco Carretta
dalla sezione Tra gli arnesi le carezze del padre
Ronzava in fabbrica
la corsa continua il rito
ognuno cercava piegato arnesi
e tra gli arnesi le carezze del padre.
Nel gennaio ’94 ascoltai
un uomo come noi
sicuro del proprio creare.
Costruivano strade per uscire in citta?.
I nostri figli ormai
seduti anche a questa tavola
raffinati pensieri di facolta?
dissero che il mondo era molto vicino.
Lo stomaco piangeva nei sospiri,
davvero e? questo il nostro rimanere?
Dopo scuola con gli amici
saldavo le lattine per giocare coi mostri.
Creammo il lessico adatto
per scorrere nei giorni
stuzzicadenti sui pulsanti del taglio continuo.
Inclinare il capo quando suonano.
E tutto fu fatto, tutto.
Registrato su carta calda.
Su una lavagna moriva il venerdi?
guardando due segni poi l’orologio il battito.
da Mille e ogni anno mille
L. apre
le porte di maggio
dentro ci lascia il figlio
dormire
ventidue anni lei, cinque lui.
L. per lavorare veste comoda.
L. porta a casa uno stipendio buono.
L. si avvicina al subbio,
agganciata dalla staffa
è trascinata dentro.
Tutto al massimo.
Pochi minuti
per esser la lana del vento.
Prima
un uomo, sembra,
con gambe e braccia anche lui
ha deciso
l’inutilità della saracinesca,
per dare semplicità
al ritmo del fare.
***
Anni 27, all’ora euro 6 gradi 40.
Sotto il sole tu chinato calcoli il senso,
noi tutti ti guardiamo
alzare ogni pensiero.
Ti distacchi per vivere e raccogliere.
Pensavi alla vita mentre arrivavi?
Vita questa?
Braccia forte del Mali
inarrestabili vanghe economiche. Grazie.
Quindi alzandoti
dopo aver chiesto acqua
vedevi il grande melo girare
e i tuoi rami così diversi
su questo campo di pomodori
ora sono le sacre radici del tuo sonno.
da Viviamo domeniche così diverse
Serro gli occhi sfatto,
lungo il campo
i dorsi dei meli che amiamo
fratelli di spirito, sempre costole.
La terra è amor che morde,
infinita richiesta.
Torno alla tavola la sera,
mangiando già dormo.
Cedo come i rami
della mattina
per far vivere altro cadiamo.
La città resta vicina:
svuota qui uomini senza dialetto.
Chiedono dov’è la statale,
sento il loro pensiero
arricciarsi tra le labbra.
Mi vedono storia deforme.
Viviamo domeniche così diverse.
***
Per capire, esserci
così mio padre ci insegnò
a sei anni
mostrandoci la mesata
nel volto dell’uomo
che svuotava coi nervi il fienile.
Decido di andare.
Oltre gli alberi
in bicicletta
l’aria mi spezza
il freddo sotto le guance.
Esco dal paese
verso l’informe fumoso
città vecchia città infedele.
Ancora gonfi d’acqua
i campi d’erba venati cobalto
implorano risvegli in ogni casa,
adolescenti a fine vita.
A settimane
verremo ad abbrustolire
tra le sacche vermiglio
i covoni.
*
giù verso le case
il piccolo e i due grandi
scivolano sul dorso dei fossi
i rami del platano bastoni fucili,
aria calda, ruvida da togliere il colore.
Li cercano dalle finestre,
tornano a capriole intrecciandosi.
La luce delle sei tra i balconi
racconta di voi senza spiegare tutto
disegni rupestri nella vostra caverna.
Che gli uomini
possano sempre proteggere
il profumo delle cromie,
i piedi neri.
Tra i loro arnesi
uno alzava i trattori.
Furono efficienti
nel completo silenzio,
nell’odore di umido.
Cambiata la ruota,
mi chiesero di chi ero,
se conoscevo i Pavan
che in città erano andati
lo scorso autunno
a far studiare le figlie
perché qui al paese
perdevano gli anni di tasca.
Chiesi cosa scavavano,
le vigne dissero
hanno un suolo duro come morto
serve terra di aria buona.
Non avevamo addosso
niente per capirci
ci guardammo andar via
così, approssimati.
*
dall’argine
sembra che ognuno abbia ricchezza o paura
cordialmente se chiedi che albero è questo
non ti viene risposto,
anche a passeggio ti senti strano
come dicessero: perché qui?
quindi le finestre sono grigie dalle sbarre
e le siepi davvero incredibili
e le sirene suonano per errore
che i vicini pure sanno come spegnerle.
Tanti cartelli attenti al cane
anche per i gatti.
Marco Carretta nasce a Padova nel 1984. Arriva tra i finalisti dei premi Bologna in Lettere, Città di Como, Europa in versi. Sue poesie sono state pubblicate su Poesia Del Nostro Tempo, Inverso Poesia, Neutopia. Questo libro viene pubblicato in quanto vincitore della prima edizione del Premio Lo Spazio Letterario di Bologna.


E’ un modo –– ed è benvenuto –– di sviluppare con una pronuncia originale la lezione di Pavese …