di Fabrizio Centofanti
Oggi come oggi, non si parla più di Paradiso. Non se ne può parlare. Sì, proibito. Anche per una certa Chiesa. È il quaggiù che conta, le opere, il sociale. Guai a pensare a un minuto dopo la propria morte. Il monachesimo aveva distillato, alla fine, questa idea: vivi ogni giorno come fosse l’ultimo. Significa non vivere il presente? No. Che tutte le energie si debbano rivolgere a ciò che verrà dopo? Nemmeno. Anzi: chi vive ogni giorno come l’ultimo raddoppia l’intensità della gioia e del dolore, ossia della vita. È l’unico modo per vivere davvero. Ma guai a parlarne. È il quaggiù che conta. Ecco la terza parola, quella che completa il quadro. Lo scenario della vita è integro quando sono presenti le tre dimensioni che fanno di un essere un umano: laggiù, quaggiù, lassù. Il profondo , il presente, l’eterno. Quindi parlo, sì, del Paradiso. Raccomando d’immaginarlo, a volte, come penitenza della confessione, perché fantastichiamo sulle cose più turpi e trascuriamo di farlo sulla vera identità, quella che, dopo gli ottanta-cento anni, sarà nostra per sempre. Lasciateci sognare, tenetevi il vostro stress da social media. Oggi come oggi, non si parla più di quello che saremo; ma io ne parlo, e invito anche te a parlarne un po’.


Proprio nel giorno di San Benedetto ci doni questa parola così antica, e così nuova da risultare rivoluzionaria, perché il Vangelo è l’unica rivoluzione che può portare una vera novità, senza spargimento di sangue.
Se il Paradiso è lì nel Regno dei Cieli…
e il Regno dei Cieli è qui: …[entos iumon]…mi viene da pensare come risultato di una “equazione”:
Il Paradiso è oggi, è qui!…in mezzo a noi…dentro di noi,..qui tra noi!
Forse che qualcosa ci distrae o ce lo nasconde?…Oppure ci priva delle “Vitali energie” per comprenderne la presenza?…Forse,nel solipsismo di questo contemporaneo vivere non riusciamo proprio a prenderne coscienza,…o considerazione!..
O forse…sarebbe il caso di alzare gli occhi dai ‘”device” …e guardarsi bene intorno!!! Panchine di parchi pubblici,sottopassi di metro o stazioni, gradinate o sagrati di luoghi di culto, barchette o barconi,…quanti paradisi di cui “usufruire”!!!!