Io luna


Le voci dei bambini ci raggiungono
da un altro mondo
dove il sole non ferisce come qui
dove gli uccelli hanno ancora la forza
di cantare
A messa rimangono i cadaveri
intonano salmi d’addio
mentre io benedico utilitarie
pagate a rate
Le nuvole cancellano l’azzurro
e solo allora capisci
che la gioia non ha a che fare
coi deliri del meteo
La pianta grassa ascolta
tutto quello che diciamo
Siamo involucri di plastica
abbandonati per strada
se manca l’altro mondo

l’altra vita

*

È questa la sfida
colorarsi d’azzurro rimandare
il compito di un’ora
ricordare la volta che sorsi all’orizzonte
come una donna ancora un po’ stordita
questo andare e venire
questo immane lavoro da sbrigare
il poeta mi aspetta come un nomade
alla fermata del bus
vorrei le ferie
convincervi che potete fare a meno
della mia faccia tonda io luna vi scongiuro
scordatemi per una notte sola
le poesie sbocceranno
da un albero di pesche
da un bambino che gioca con il cane
dalle bretelle dell’uomo troppo grasso
che spegne il sigaro guardando la partita
da tutto vi prego non da me
io
luna
fatta da Dio
dalle sue dita.

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5 pensieri su “Io luna

  1. S&R

    Un grido, come squarcio nel cielo, per comunicare con forza la necessità di non identificarsi con ciò che è transitorio, ma di alzare gli occhi e specchiarsi nella bellezza misteriosa e immortale della luna.

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  2. Clown: opinioni

    Qui, dove Dio è morto.
    Dove si rivendica l’odio come diritto, per sfuggire alla noia del consentito, all’oppressione del non poter essere tolleranti solo con il prossimo che ci aggrada.
    Qui, accompagnati dai miti dell’estate lungo strade che non portano mai a niente o forse alla fine lontana delle rate.
    E mai, mai che ci si sforzi di comprendere da dove giunga quel vociare di bambini, di avviare il primo passo verso l’altro mondo, quello dove il “politicamente corretto” non possa essere confuso in una dittatura del pensiero unico ma sia il frutto spontaneo di un segno d’amore; là, insomma, dove Dio risorge.
    Resta poi il destino della luna, che ci si attende sorga immancabilmente, che sia a beneficio di poeti sommi o di casuali innamorati, e balli senza mai perdere un colpo del ritmo delle maree. Ferie non concesse.

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  3. Ema

    Credo che di plastica si nasca, non si diventi.
    Allo stesso modo, se “manchiamo” questa vita, siamo legna da ardere nell’altra.

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  4. Ema

    Non posso scordare
    che non ho ali,
    che non ho mare,
    né sentiero, né modo
    di venirti a baciare.

    Miguel Hernández Gilabert

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  5. paolo valesio

    “La pianta grassa ascolta / tutto quello che diciamo”. Bello: e parla, anche (“To the poet, all things speak”).

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