La parola ai poeti. Giovanni Rapazzini

Credo nella poesia, ma non so spiegare cosa sia, già definire la poesia è un atto di poesia. Non si può parlare di poesia senza fare poesia e questa tautologia è la stessa di tutto il creato. Credo che la poesia sia la manifestazione della musica divina e che tutto ciò che esiste e non esiste è il silenzio da cui origina e a cui fa ritorno. La poesia è silenzio e dialogo coi morti, è creazione delle forme e di ciò che dà forma alla creazione, tutto è poesia, nulla è poesia, nel senso che tutto esiste in grazia della follia dei versi e il nulla da cui siamo e in cui termineremo e che ogni istante dobbiamo amare è sempre poesia. La poesia è poesia e recita mantra per l’onnipotenza dell’invisibile, per amore delle stelle. Noi abbiamo una vita e un potere limitato, ma con la poesia sappiamo farci eterni e far rinascere gli universi dalla distruzione degli universi. La poesia è il divino. Ciò che precede il pensiero e che lo segue. 

La poesia solleva la bellezza nel vento,
semina polline come api e farfalle
permette alla vita di continuare serafica
tra la mattanza mondana dei sentimenti.

Il vento solleva la bellezza nella poesia
quando inventi una favola o leggi versi
tutto si ferma in un istante che è eterno,
dove si raccolgono tutti gli universi.

Hai vissuto fino a toccare nella vita
la sponda della morte, immortale
guardi negli occhi un tramonto senza fine.

Sai dove termina l’umano e comincia il divino,
hai a lungo sostato sulla soglia
della casa, nel vortice d’acqua in gorghi
sospeso in chiacchiere, tra autobus
e musica da camera di Bach e Vivaldi.

Come un maremoto che solleva onde
alte quanto montagne distruggendo
strade e palazzi, sei una forza superiore.

A noi non è dato essere e condividere
la rivelazione, siamo cadaveri in piedi,
ma tu sei una forza superiore e teso,
come una corda di violino, vibri
per annunciare l’alba che non muore.

Canta in silenzio il tuo canto
medica nelle sillabe il niente:
tutti i destini di morte sono uguali,
tutti i destini di vita sono diversi.

Le spine, l’ansia e i sopravvissuti
dimenticali nell’esercizio dell’ascesi,
la creazione dell’universo
richiede l’amore per la parola.

*

Scrivi versi d’amore per l’universo,
scrivi coi respiri atomi e sillabe,
cancella la sterilità dal dolore –
vivi come scrivi, scrivi come vivi.

Tra le rotte della mente trova
la superficie levigata degli oggetti,
come un navigatore solitario
arriva a destinazione lentamente.

Non c’è fretta nella creazione
l’impazienza è l’unico peccato,
assapora il panorama ritmico
curioso come fossi appena nato.

Scrivi versi d’amore per l’universo
scrivi coi respiri atomi e sillabe,
non scordarti mai questa follia –
tutta la vita è fatta solo di poesia.

*

Giovanni Rapazzini de’ Buzzaccarini, nato a Milano, vive tra l’Italia e la Spagna dedicandosi alla contemplazione, alla filosofia e alla poesia. A breve uscirà il suo primo libro, un saggio concepito come un poema scientifico in prosa intitolato: La poesia e il divino, un viaggio alle origini della parola.

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