Il punto

È un momento di grande confusione, nella storia. Non che in passato ne mancassero, ma in questi anni tutto è accentuato – tra l’altro – dall’efficacia dei mass media, per cui l’azione dei gruppi di potere è più incisiva. Da dove vengo? Chi sono? Dove vado? Domande cancellate dalla coscienza della gente: è semplice inserire, nel progetto personale di ciascuno, risposte artificiali.

Il problema di fondo è sempre quello: mi sento amato e la mia vita ha un senso, sperimento la sicurezza dell’autentico; se ciò non si verifica, resto in balia di paure e desideri, miei e degli altri.

Il potere sa di questi meccanismi e li sfrutta a suo vantaggio. Crea proposte che sembrano adattarsi ai desideri personali, mentre servono a portarli fuori strada,  in direzione di risposte che favoriscono chi elabora il programma. Tutto ciò – oltre le effimere gratificazioni – produce sentimenti negativi, che a loro volta moltiplicano false vie d’uscita. Le cerimonie sacre di svolgono nei centri commerciali, i cui riti sono fenomeni di massa come il black friday, i lanci promozionali, i saldi di fine stagione, che attraggono folle di fedeli. L’oggetto ha sostituito il soggetto, la cosa ha soppiantato la persona. Al posto dell’amore è installata la dipendenza materiale da prodotti presentati come agenti di felicità, mentre non sono che strumenti di guadagno e di potere nelle mani di chi conta.

il pensiero è diventato merce da sostituire a seconda delle mode: non ha radici nella storia personale, ma nella finzione del potere. Anzi, non è più pensiero, ma un programma da inserire o cancellare in obbedienza alle parole d’ordine vigenti.

Se Dio è morto, avanza il regno della manipolazione radicale, in cui le persone sono casse da cui prelevare. Casse da morto.

Siamo sulla soglia di una guerra mondiale e nucleare: dai lanci promozionali ai lanci delle bombe, dai saldi di fine stagione al salto della fine del mondo.

Andiamo in direzione contraria?

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2 pensieri su “Il punto

  1. Alfonso

    Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era piú. E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà piú la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate».
    Nessuno invecchierà e morirà. Intorno a te avrai amici e parenti. La vita nel Paradiso sarà una gioia. Non si avrà più paura. Le persone saranno davvero felici. Il Regno di Dio eliminerà tutte le sofferenze
    E colui che siede sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Poi mi disse: «Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veritiere», e aggiunse: «Ogni cosa è compiuta. Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua della vita. Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio. Ma per i codardi, gl’increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda».
    Poi venne uno dei sette angeli che avevano le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli, e mi parlò, dicendo: «Vieni e ti mostrerò la sposa, la moglie dell’Agnello». Egli mi trasportò in spirito su una grande e alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio, con la gloria di Dio. Il suo splendore era simile a quello di una pietra preziosissima, come una pietra di diaspro cristallino. Aveva delle mura grandi e alte; aveva dodici porte, e alle porte dodici angeli. Sulle porte erano scritti dei nomi, che sono quelli delle dodici tribú dei figli d’Israele. Tre porte erano a oriente, tre a settentrione, tre a mezzogiorno e tre a occidente. Le mura della città avevano dodici fondamenti, e su quelli stavano i dodici nomi di dodici apostoli dell’Agnello. E colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e le sue mura. E la città era quadrata, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna, ed era dodicimila stadi ; la lunghezza, la larghezza e l’altezza erano uguali. Ne misurò anche le mura ed erano di centoquarantaquattro cubiti , a misura d’uomo, adoperata dall’angelo. Le mura erano costruite con diaspro e la città era d’oro puro, simile a terso cristallo. I fondamenti delle mura della città erano adorni d’ogni specie di pietre preziose. Il primo fondamento era di diaspro; il secondo di zaffiro; il terzo di calcedonio; il quarto di smeraldo; il quinto di sardonico; il sesto di sardio; il settimo di crisòlito; l’ottavo di berillo; il nono di topazio; il decimo di crisopazio; l’undicesimo di giacinto; il dodicesimo di ametista. Le dodici porte erano dodici perle e ciascuna era fatta da una perla sola. La piazza della città era d’oro puro, simile a cristallo trasparente. Nella città non vidi alcun tempio, perché il Signore, Dio onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno di sole, né di luna che la illumini, perché la gloria di Dio la illumina, e l’Agnello è la sua lampada. Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra vi porteranno la loro gloria . Di giorno le sue porte non saranno mai chiuse (la notte non vi sarà piú); e in lei si porterà la gloria e l’onore delle nazioni. E nulla di impuro né chi commetta abominazioni o falsità, vi entrerà; ma soltanto quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello.

    Apocalisse di Giovanni 21.3.
    (Credo siano questi i “tempi” dell’incontro-scontro tra DIO e la bestia(666)…)
    L’ultima Parola della Bibbia rimane la nostra Speranza.

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  2. S&R

    Una fotografia, un’immagine perfetta del tempo che viviamo. Come nel mito della caverna di Platone, è necessaria la presenza di persone che intraprendano la strada verso la verità, per comunicarla a coloro che sono incatenati al mondo delle immagini illusorie, scambiate per realtà.

    Anche se molti, proprio come nel mito, penseranno che non vale la pena subire la fatica e il dolore della salita, per uscire ad ammirare lo splendore della verità.

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