
Essere del deserto, e nel deserto poeta d’amore, scriveva Ungaretti, alcuni decenni fa. Le cose non sono cambiate di tanto, secondo me. Anzi, sono peggiorate, si sono – in qualche misura – radicalizzate: il deserto che sta intorno e dentro (fisico, emotivo, relazionale, climatico) è ancora più deserto, terra di sabbia ed assenza, dove non giunge soffio del vento della speranza.
La poesia è un’oasi. La bellezza, è un’oasi. La preghiera (per chi crede), è un’oasi. Essere nel deserto poeta d’amore. Ecco il compito profondamente etico e civile che ha, secondo me, il poeta. Oggi più che mai. Farsi cercatore di ciò che sopravvive della bellezza, della luce, del canto, farsi portavoce di questi spazi in cui nasce e cresce la vita; luoghi interiori (ed esteriori) che non fanno rumore, che passano del tutto inosservati, travolti dal caos, dalle guerre, dal dolore che trasforma ormai ogni fiore in rovo.
Essere del deserto, ma nel deserto poeta d’amore.
Bisogna tornare / a inebriarci alla fontana: / bisogna tornare alla sete, scriveva in una tanto breve quando stupenda poesia il monaco e poeta argentino Hugo Mujica.
Sono convinto che il senso profondo ed indispensabile che la poesia (e l’arte, più in generale) custodiscono, specie in questi tempi, sia esattamente questo: disvelare, far emergere quella sete che abita ogni uomo, accompagnandolo poi, attraverso il sentiero della bellezza, alla fontana che disseta. Una volta effettuato questo percorso, la sete tornerà, magari più intensa ed esigente di prima. Nel cammino che va dalla sete alla fontana (e viceversa) è racchiuso, secondo me, quel tratto di strada su cui ancora può attecchire la speranza, la non accettazione di una realtà composta esclusivamente dalla violenza, dall’inganno, dal dolore che uccide ogni anelito di domani.
Lungo questo sentiero, ci attende e conduce la poesia. Capace di dire il dolore, l’asfissia che sta intorno ma anche in grado di intravedere i fiori che crescono a strapiombo sul ciglio della strada, la pioggia che concima e conserva la vita; e tutto questo, insieme al dolore, al gelo, al pianto, cantare.
