Il canto del gallo e altri prodigi, di Giampaolo Centofanti

Il canto del gallo ed altri prodigi

La grazia dell’estate

Ma cadono stelle nel petto

la notte al primo assopire

– e non se ne vede una –

e cosa canta allora la luna?

Vincenzina sposata dal cielo

Alla luce sbilenca dalla soffitta buia

lo sguardo tendeva in attesa ogni sera

come venisse di là qualcosa

che in fondo non c’era,

come volasse uno sposo chimera.

Come il barlume fosse preghiera

venuta dal cielo

ed i camini sui tetti davanti

angeli santi in vedetta

per dare la buona novella.

Come miracolosa si rivelasse ogni cosa.

Il canto del gallo ed altri prodigi

Di questa terra conosco ogni pozza, ogni fosso,

di questo cielo so il variabile umore

ma tendente al rosa, di sera al rosso.

Di queste case porto i sentimenti

ad uno ad uno vivendoli nel petto,

gridando a più non posso all’eterno.

D’ogni cammino prevedo il percorso quasi,

avendo a lungo anch’io marciato

nel vento e nell’umano.

Ma d’ogni cosa resta il mistero,

resta lo scarto che cambia lo sguardo,

specchiato nelle acque del ruscello

come fosse il primo giorno.

Preghiera

Era lì, all’ultimo banco della chiesa,

oltre la vetrata stormiva la quercia

nel vento di maestrale che andava a primavera.

Il segreto dell’estate

Stanco di farci aspettare

viene d’estate un cielo di stelle

come lampare nel mare

ed un mare che brilla come cielo vicino…

La sala d’attesa

Nella sala d’attesa attende la vita

la gente sulle sedie in file pare,

del responso sanitario l’oracolo.

Tra compere da fare e vita eterna sospesa,

distratta dalle scarpe viola

di quella eccentrica signora bruna

discesa nella sala operatoria,

c’è chi infine ha tempo di ascoltare

tra le mille voci la serena, la vera.

L’amore e la stella

Ma come ogni cosa, anche la più bella,

senza la stella è ben poca cosa,

ci perdevamo nel niente, per niente,

come chi troppe volte ha aperto e chiuso

porte e finestre della sua casa

e più non vede oltre.

Tu sei il dolore ed il riso dell’amore

perduto per niente e ritrovato

scoprendo presente da sempre

lì fuori a due passi, nel cielo, una piccola stella.

Teresa di Calcutta

…e la notte ora sento è il tuo petto che mi stringe e m’innamora…

Da: https://gpcentofanti.altervista.org/e-ne-senti-la-voce-gv-3-8/

Poesie nelle quali faccio cantare tante persone, in una persino Gesù. Spesso parla direttamente il protagonista, anche dove non è citato un nome. Sono storie inventate, nate però dalla vita di un prete che vive, cresce, in mezzo alla gente e ne sente il canto. “Maria da parte sua custodiva tutte queste parole-fatti lasciandole condiscendere nel suo cuore” (Lc 2, 19).

 

 

Il mar 16 lug 2024, 17:54 don Giampaolo Centofanti <[email protected]> ha scritto:

Il canto del gallo ed altri prodigi

La grazia dell’estate

Ma cadono stelle nel petto

la notte al primo assopire

– e non se ne vede una –

e cosa canta allora la luna?

Vincenzina sposata dal cielo

Alla luce sbilenca dalla soffitta buia

lo sguardo tendeva in attesa ogni sera

come venisse di là qualcosa

che in fondo non c’era,

come volasse uno sposo chimera.

Come il barlume fosse preghiera

venuta dal cielo

ed i camini sui tetti davanti

angeli santi in vedetta

per dare la buona novella.

Come miracolosa si rivelasse ogni cosa.

Il canto del gallo ed altri prodigi

Di questa terra conosco ogni pozza, ogni fosso,

di questo cielo so il variabile umore

ma tendente al rosa, di sera al rosso.

Di queste case porto i sentimenti

ad uno ad uno vivendoli nel petto,

gridando a più non posso all’eterno.

D’ogni cammino prevedo il percorso quasi,

avendo a lungo anch’io marciato

nel vento e nell’umano.

Ma d’ogni cosa resta il mistero,

resta lo scarto che cambia lo sguardo,

specchiato nelle acque del ruscello

come fosse il primo giorno.

Preghiera

Era lì, all’ultimo banco della chiesa,

oltre la vetrata stormiva la quercia

nel vento di maestrale che andava a primavera.

Il segreto dell’estate

Stanco di farci aspettare

viene d’estate un cielo di stelle

come lampare nel mare

ed un mare che brilla come cielo vicino…

La sala d’attesa

Nella sala d’attesa attende la vita

la gente sulle sedie in file pare,

del responso sanitario l’oracolo.

Tra compere da fare e vita eterna sospesa,

distratta dalle scarpe viola

di quella eccentrica signora bruna

discesa nella sala operatoria,

c’è chi infine ha tempo di ascoltare

tra le mille voci la serena, la vera.

L’amore e la stella

Ma come ogni cosa, anche la più bella,

senza la stella è ben poca cosa,

ci perdevamo nel niente, per niente,

come chi troppe volte ha aperto e chiuso

porte e finestre della sua casa

e più non vede oltre.

Tu sei il dolore ed il riso dell’amore

perduto per niente e ritrovato

scoprendo presente da sempre

lì fuoria due passi, nel cielo, una piccola stella.

Teresa di Calcutta

…e la notte ora sento è il tuo petto che mi stringe e m’innamora…

Da: https://gpcentofanti.altervista.org/e-ne-senti-la-voce-gv-3-8/

Poesie nelle quali faccio cantare tante persone, in una persino Gesù. Spesso parla direttamente il protagonista, anche dove non è citato un nome. Sono storie inventate, nate però dalla vita di un prete che vive, cresce, in mezzo alla gente e ne sente il canto. “Maria da parte sua custodiva tutte queste parole-fatti lasciandole condiscendere nel suo cuore” (Lc 2, 19).

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