Il dovere di soffrire: l’arcobaleno è un sasso di pietra un’ immagine del cielo monco che ritirare un arto amputato dallo stesso arto – vigile è il cilindro di seta che si appaga medesimo al faro del cerchio ladro di latrine o gavette di vetro oh! chi lo avesse mai detto: nessuno ha tale coraggio//scommesso nel commosso abbandono del suolo stesso. La regina del re è un fante di coppe una sorta di re magio – chi è per te è per sé stesso – ovunque ti trovi stai al medesimo punto/che allo straniero bacia il putto nel trittico di misericordia e poi ricrea l’odissea svastica della plastica incline alla chiusura della fine/firmamento oppure nessuna questua dove lo scroto appeso nel macello germoglia sé stesso pur se ne vergogna.
Giorgio Stella, Il dovere di soffrire
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