di Giorgio Stella
questo cane incantato e incatenato, incimurrito e incancrenito incretinito, che sogna
di sognarti e di leccarti, e che ti morde, in sogno, e che ti zompa, con le sue zampe
e che ti impiomba e ti inchioda, con la sua coda, e che ti incastra e ti impiastra, idrofobo domestico, anfanante lunatico e frenetico, e ansimante pesante, ahimè,
che sono me, tanto tremante:
tirami tutti i sassi, o tu che pazza passi, sopra il fieno
del tuo carro che corre, mia luna e mio ramarro, mia torre e mia fortuna, mio vitale
veleno: ma succhiami, tu almeno, questi versi perversi, queste fiale di inchiostro bestiale, di fiele e di miele, che dall'aia ti latra e ti abbaia il tuo mostro
[fedele:
Me lascio da solo
. Il nostro gruppo 48 se nn sbaglio è stato il Pound itolamericano….