2 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 66”
Luigi Maria Corsanico
Fernando Pessoa
IL MONDO
CHE NON VEDO
POESIE ORTONIME
a cura di Piero Ceccucci
postfazione di Jose Saramago
testo portoghese a fronte
bur
rizzoli
Deve chamar-se tristeza
Poesias Inéditas (1919-1930). Fernando Pessoa. (Nota prévia de Vitorino Nemésio e notas de Jorge Nemésio.) Lisboa: Ática, 1956 (imp. 1990). – 156.
Lettura di Luigi Maria Corsanico
J.S.BACH – “Goldberg Variations”, Aria
Lore Hillenhinrichs (traverso)
Martina Weber (viole de gambe)
*** *** *** *** ***
DEVE CHIAMARSI TRISTEZZA, 19 agosto 1930
Deve chiamarsi tristezza
questo che non so cosa sia
che m’inquieta senza sorpresa,
nostalgia che non desidera.
Sì tristezza – ma quella
che nasce dal sapere
che lontano v’è una stella
e vicino v’è il non averla.
Sia quel che sia, è quel che ho.
Tutto il resto è solo tutto.
E lascio andar la polvere che prendo
dalle mani piene di polvere.
C’era una stella sola e limpida nel cielo colore di rose,
un battello lanciò un addio sconsolato,
e sentii in gola il nodo gordiano
di tutti gli amori che avrebbero potuto essere
e non erano stati.
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Fernando Pessoa
IL MONDO
CHE NON VEDO
POESIE ORTONIME
a cura di Piero Ceccucci
postfazione di Jose Saramago
testo portoghese a fronte
bur
rizzoli
Deve chamar-se tristeza
Poesias Inéditas (1919-1930). Fernando Pessoa. (Nota prévia de Vitorino Nemésio e notas de Jorge Nemésio.) Lisboa: Ática, 1956 (imp. 1990). – 156.
Lettura di Luigi Maria Corsanico
J.S.BACH – “Goldberg Variations”, Aria
Lore Hillenhinrichs (traverso)
Martina Weber (viole de gambe)
*** *** *** *** ***
DEVE CHIAMARSI TRISTEZZA, 19 agosto 1930
Deve chiamarsi tristezza
questo che non so cosa sia
che m’inquieta senza sorpresa,
nostalgia che non desidera.
Sì tristezza – ma quella
che nasce dal sapere
che lontano v’è una stella
e vicino v’è il non averla.
Sia quel che sia, è quel che ho.
Tutto il resto è solo tutto.
E lascio andar la polvere che prendo
dalle mani piene di polvere.
Deve chamar-se tristeza
Isto que não sei que seja
Que me inquieta sem surpresa,
Saudade que não deseja.
Sim, tristeza — mas aquela
Que nasce de conhecer
Que ao longe está uma estrela
E ao perto está não a ter.
Seja o que for, é o que tenho.
Tudo mais é tudo só.
E eu deixo ir o pó que apanho
De entre as mãos ricas de pó.
19-8-1930
C’era una stella sola e limpida nel cielo colore di rose,
un battello lanciò un addio sconsolato,
e sentii in gola il nodo gordiano
di tutti gli amori che avrebbero potuto essere
e non erano stati.
G.G.Marquez