Giorgio Stella, poesie

Nazaret: è come fosse stato il Bronx o Tor Bella Monaca o l’Olocausto per Dio! Non c’era nessuno che non avesse in casa un falegname Cristo! Infatti è morto sul legno immagino da Lui già sceso nel regno del Padre, Padre nostro! Noi non ci ricordiamo che torniamo alla casa gemella e chi e noi? Cristo.

*

Orologi muti gettano l’ ora sul culto del mito nel poeta.  Ora ci dovrebbe essere la lancetta spezzata che segna sempre la stessa ora.  La nostra. Amico mio non si muore per questa rondine.  Non si muore ancora.  Siamo vivi appunto per.  L’ ora.

*

(senza titolo) –   è domenica,    non c’è più  nessuna   messa –   sono l’orfano  della chiesa-materna.

*

i fanti) – nel vento hanno lo spavento – i fanti non saranno mai santi. (Nota:  da un detto ignoto ‘gioca coi fanti lascia stare i santi) –     

*

c’è la forma e la materia che la informa di essere stata quello che era: merda! Un piatto caldo e migliore di un mazzo di fiori sulla tomba delle croci..

*

Coccio-Bigotto il tempio del primo ed ultimo regno.

(senza titolo) –    porgerò nella bettola l’occhio del lume di cane – lui capirà il fiume, le zanne ancora ancorate alla zavorra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *