Giuseppe Piccoli

di Giorgio Stella

Sono foglie che ascoltano
battere e battere il pugno sul legno
di una grande porta: in frotta
si raccolgono ombre di voci,
voci di esilio e di famiglia,
di ospizio e di ufficio,
voci di battesimo
voci di matrimonio
voci di estrema unzione.
Sono foglie tra i capelli,
anelli di stelle
che le piante del giardino
hanno custodito per secoli.

*

Dammi tutto il tuo veleno
e sii puro

imparo a morire
nel dormire

partorito al freddo
da questo travaglio
il grande spiraglio

*

Rema e tace

il vogatore

sospinge il veloce

la potenza muta del sole
è la sua voce

*

Disperatamente
la profondità
dei monti nella notte
rose bianche
dalle lunghe spine
riempiono
l’aiuola del dormire

Sonno
cerco riposo
ma è Treno

(questo vivere)

*

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