S’apre in faglie verticali il primo orizzonte
linea incerta sull’ Oriente esitante,
crollano senza clamori
i muri obbligati alla notte
e mi folgora l’abbaglio
come l’elsa d’una spada
che s’alzasse dal solco blu oltremare
in fasti pronunciati piano.
S’allunga il sipario sulla scena
tra panneggi di sete e intrecci d’arie lievi
mentre l’estro della luce
tutto avvolge in geometrie piane.
Quale ineffabile potere ha il raggio di luce
che in ogni sguardo ricrea
un oltre, bellezza ed armonia..
E’ questo il mistero della vita
che ad ogni alba ne perpetua il battito.
Appare infine l’astro sull’attesa, il sole,
e lo squarcio e l’evento
in quel drappo di cielo scarlatto
trattiene i sensi.
S’apre nel pugno chiuso
di tenebra dissolta in carminio
il nuovo giorno, come ora prima,
in rime d’alternanze e voci
aspettando che un immenso accada,
e dica vita – ancora.
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L’ALBA FOLGORA D’IMMENSO
Virginia Murru © 2009
Lettura di Luigi Maria Corsanico
J.S.BACH – “Goldberg Variations”, Aria
Lore Hillenhinrichs (traverso)
Martina Weber (viola di gamba)
Fotografie di L.M. Corsanico, Paisajes del sur de Chile.
L’ALBA FOLGORA D’IMMENSO
Virginia Murru © 2009
S’apre in faglie verticali il primo orizzonte
linea incerta sull’ Oriente esitante,
crollano senza clamori
i muri obbligati alla notte
e mi folgora l’abbaglio
come l’elsa d’una spada
che s’alzasse dal solco blu oltremare
in fasti pronunciati piano.
S’allunga il sipario sulla scena
tra panneggi di sete e intrecci d’arie lievi
mentre l’estro della luce
tutto avvolge in geometrie piane.
Quale ineffabile potere ha il raggio di luce
che in ogni sguardo ricrea
un oltre, bellezza ed armonia..
E’ questo il mistero della vita
che ad ogni alba ne perpetua il battito.
Appare infine l’astro sull’attesa, il sole,
e lo squarcio e l’evento
in quel drappo di cielo scarlatto
trattiene i sensi.
S’apre nel pugno chiuso
di tenebra dissolta in carminio
il nuovo giorno, come ora prima,
in rime d’alternanze e voci
aspettando che un immenso accada,
e dica vita – ancora.
Virginia Murru © 2009