Un pensiero su “Luigi Maria Corsanico legge Cesare Pavese. 11

  1. Luigi Maria Corsanico

    La notte [16 aprile 1938]
    Da: Lavorare stanca, Antenati [Einaudi,1943]
    In:
    Cesare Pavese
    Poesie edite e inedite
    A cura di Italo Calvino
    Torino, Einaudi, 1962

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Erik Satie – Gymnopédie No.3
    Paul Barton, piano

    *** *** *** *** *** ***

    Ma la notte ventosa, la limpida notte
    che il ricordo sfiorava soltanto, è remota,
    è un ricordo. Perdura una calma stupita
    fatta anch’essa di foglie e di nulla. Non resta,
    di quel tempo di là dai ricordi, che un vago
    ricordare.
    Talvolta ritorna nel giorno
    nell’immobile luce del giorno d’estate,
    quel remoto stupore.
    Per la vuota finestra
    il bambino guardava la notte sui colli
    freschi e neri, e stupiva di trovarli ammassati:
    vaga e limpida immobilità. Fra le foglie
    che stormivano al buio, apparivano i colli
    dove tutte le cose del giorno, le coste
    e le piante e le vigne, eran nitide e morte
    e la vita era un’altra, di vento, di cielo,
    e di foglie e di nulla.
    Talvolta ritorna
    nell’immobile calma del giorno il ricordo
    di quel vivere assorto, nella luce stupita.

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