Digitate in Google e in Google Libri la stringa «i più migliori» e vedrete che il costrutto non è affatto privo d’attestazioni lessicografiche e letterarie anche illustri. Ciò significa che è grammaticalmente corretto, visto che si tratta di una «possibilità dell’italiano», come dice un mio amico studioso?
Prendiamo intimo e infimo. Si tratta di superlativi, ma vengono percepiti dalla totalità dei parlanti/scriventi come aggettivi di grado positivo: “il mio più intimo amico” ecc.
Al contrario, migliore è (finora) avvertito come comparativo di buono, ergo “più migliore” è considerato erroneo. Non possiamo escludere che migliore abbia la stessa sorte di intimo e infimo, ma aspettiamo che accada.
Finora, ripeto, è un costrutto appartenente all’italiano dialettale, popolare, deficitario.
L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 50
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