L’amore
L’amante vede nell’amato ciò che l’amore gli fa vedere. L’amore è uno sguardo che chiede di essere guardato, la schiusura che nell’ombra dell’uno e dell’altro lascia entrare la luce dei loro sguardi. La neutralità dell’amore, come ci viene descritta da Plotino, è l’Altro che chiama l’amante verso l’amato, che li rende aperti l’uno per l’altro. Non si riceve il dono che abbandonandosi al movimento che l’avvicina, nel vuoto misterioso ancora colmabile dall’amore. L’amato partecipa della neutralità dell’amore, è per questa sua appartenenza che lo mantiene al di là di ogni misura che può avvicinarsi con i tratti dell’amato, entrare in quell’apertura a cui l’amante è sospeso nella sua attesa. Nessuna ferita verrà risanata, nessun vuoto verrà colmato se non per riaprire di nuovo il vuoto e la ferita che irradiano sopra il volto dell’altro una penombra, l’ombra di una carezza che lo tiene nella luce segreta dell’amore. L’amore è una pienezza che reinventa il vuoto, un fiume che scorre verso la povertà della sorgente.

