W.B. Yeats, Magi

a cura di Giorgio Stella

Ora li posso vedere, come sempre, con l’occhio della mente,
In quelle vesti rigide e dipinte, i pallidi
Insoddisfatti apparire e scomparire nell’azzurra
Profondità del cielo, i loro volti antichi come pietre
Battute dalla pioggia, e tutti gli elmi d’argento, che ondeggiano
L’uno vicino all’altro, e gli occhi sempre fissi, sperando
Di ritrovare ancora, insoddisfatti dal tumulto del Calvario,
Sul pavimento bestiale il mistero
Del tutto incontrollabile.

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