Ora li posso vedere, come sempre, con l’occhio della mente,
In quelle vesti rigide e dipinte, i pallidi
Insoddisfatti apparire e scomparire nell’azzurra
Profondità del cielo, i loro volti antichi come pietre
Battute dalla pioggia, e tutti gli elmi d’argento, che ondeggiano
L’uno vicino all’altro, e gli occhi sempre fissi, sperando
Di ritrovare ancora, insoddisfatti dal tumulto del Calvario,
Sul pavimento bestiale il mistero
Del tutto incontrollabile.
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I Magi, di W. B. Yeats
Ora li posso vedere, come sempre, con l’occhio della mente,
in quelle vesti rigide e dipinte, i pallidi
insoddisfatti apparire e scomparire nell’azzurra
profondità del cielo, i loro volti antichi come pietre
battute dalla pioggia, e tutti gli elmi d’argento, che ondeggiano
l’uno vicino all’altro, e gli occhi sempre fissi, sperando
di ritrovare ancora, insoddisfatti dal tumulto del Calvario,
sul pavimento bestiale il mistero
del tutto incontrollabile.
L’apocalisse sulla strada

di Loris Pattuelli
Dura la vita dopo l’apocalisse. Dura, ma ancora possibile. Per arrivare dalle parti del mare, bisogna incrociare città, campagne, centri commerciali, boschi, periferie e paesi.
Sulla strada di nuovo? Può darsi. C’era una pista felice che attraversava tutta la terra e, se guardi bene, c’è anche adesso.
Un uomo e un bambino la percorrono con un carrello pieno di barattoli, coperte e teli di plastica.
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