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W.B. Yeats, Magi

a cura di Giorgio Stella

Ora li posso vedere, come sempre, con l’occhio della mente,
In quelle vesti rigide e dipinte, i pallidi
Insoddisfatti apparire e scomparire nell’azzurra
Profondità del cielo, i loro volti antichi come pietre
Battute dalla pioggia, e tutti gli elmi d’argento, che ondeggiano
L’uno vicino all’altro, e gli occhi sempre fissi, sperando
Di ritrovare ancora, insoddisfatti dal tumulto del Calvario,
Sul pavimento bestiale il mistero
Del tutto incontrollabile.

I Magi, di W. B. Yeats

di Giorgio Stella

Ora li posso vedere, come sempre, con l’occhio della mente,
in quelle vesti rigide e dipinte, i pallidi
insoddisfatti apparire e scomparire nell’azzurra
profondità del cielo, i loro volti antichi come pietre
battute dalla pioggia, e tutti gli elmi d’argento, che ondeggiano
l’uno vicino all’altro, e gli occhi sempre fissi, sperando
di ritrovare ancora, insoddisfatti dal tumulto del Calvario,
sul pavimento bestiale il mistero
del tutto incontrollabile.

L’apocalisse sulla strada

la-strada

di Loris Pattuelli

Dura la vita dopo l’apocalisse. Dura, ma ancora possibile. Per arrivare dalle parti del mare, bisogna incrociare città, campagne, centri commerciali, boschi, periferie e paesi.
Sulla strada di nuovo? Può darsi. C’era una pista felice che attraversava tutta la terra e, se guardi bene, c’è anche adesso.
Un uomo e un bambino la percorrono con un carrello pieno di barattoli, coperte e teli di plastica.
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