Uno stesso sole

di Giampaolo Centofanti

Papa Leone sabato 10 gennaio ai giovani:

Ma tante volte la solitudine esiste e molti soffrono. Allora, osservando la solitudine, Salvatore Quasimodo scrisse questi celebri versi: «Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera». [1] Quello che sembrerebbe essere un destino senza scampo, in realtà ci chiama a destarci: l’unica terra sostiene tutti gli esseri umani e uno stesso sole illumina ogni cosa. Il raggio che ci trafigge, cioè entra nelle fenditure dell’animo, non è una luce intermittente, che sorge per poi tramontare, ma il Sole di giustizia, il sole che è Cristo! Egli riscalda il nostro cuore e lo infiamma del suo amore.

La natura della luce

L’amore nasce come un tramonto – diceva –
un raggio di sole infiamma un breve tempo
e tutto trasluce, quieto, nel vespro,
nella naturale mancanza di senso.

Ma la favilla avvampò nel riposo
quando il cuore sentiva nel silenzio
e Ti pensa ogni momento e si stupisce
e perdutamente si perde in questo vento.

Da: E ne senti la voce (Gv 3, 8)

Poesie nelle quali faccio cantare tante persone, in una persino Gesù. Spesso parla direttamente il protagonista, anche dove non è citato un nome. Sono storie inventate, nate però dalla vita di un prete che vive, cresce, in mezzo alla gente e ne sente il canto. “Maria da parte sua custodiva tutte queste parole-fatti lasciandole condiscendere nel suo cuore” (Lc 2, 19).

https://gpcentofanti.altervista.org/don-giampaolo-centofanti-il-canto-che-sorprende-poesie/

La natura del vento (Un semplice atto d’amore arriva dappertutto portato dallo Spirito. Il male chiude la persona a questa circolarità).

La notte nel silenzio le canzoni
volavano dai cuori nelle case
passando magari da bugigattoli
aperti al fresco dell’estate.

Il vento le portava, che sa molte
cose, le più nascoste pure.
Le posava discreto con un soffio
leggero nel riposo ignaro.

Eran sogni d’amore, preghiere
implorate da madri ansiose,
suppliche di pace ed altre belle cose
che sole la brezza può fare volare.

Il vuoto pneumatico

Le sirene lontane chiamano al lavoro
ma il lavoro non c’è sono solo ricordi
che esalano dalle nubi d’amianto
di questa alba rossa e già grigia
che rimane dentro come una ferita.
Ma io che vedo ogni cosa straniata
in questo tempo da un pensiero malato,
io sento anche un invincibile canto,
come il fiore germogliato nella crepa del muro,
come il verso imperterrito del gallo…

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