Tre poesie e due haiku per Emily Dickinson, di Floriana Porta

Versi tratti dal libro di Floriana Porta in uscita a settembre dal titolo Nel giardino dei tuoi passi (Pecore Nere Editorial)

È da molto tempo
che manca il tuo pane ancora caldo
sul tavolo della cucina.

Sono assenti
le tue vesti bianche,
le tue mani ignote
e i tuoi occhi beati.

Ma la tua poesia
miracolosamente resta,
si ripete.

Si riapre
come una ferita di luce.

E ribolle tuttora
come il magma
di un vulcano spento
che torna a ruggire
a schiumare, ad accendersi.

* * *

Tu, girovaga dell’enigma,
prosciughi questo diluvio
con i tuoi sensi infuocati.

Solo il buio che sfugge
corre il rischio di ferirsi.

In fondo, spezzarsi è morire
in un balzo di versi.

* * *

Fiore, non resta che un petalo
del tuo corpo ferito.

Un sogno d’indaco
che nessuno vedrà.

* * *

tronchi segreti
invocano bellezza –
ronzii d’ape

* * *

iris sfioriti –
il nettare del cielo
è solo ombra

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