5 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 32

  1. Luigi Maria Corsanico

    Marcello Comitini
    l’ATTORE ©settembre 2020

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Paul Hindemith: Organ Sonata No.2 (1937) – 3. Fuge · Peter Hurford

    immagine dal web di proprietà dell’autore

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    L’attore – Marcello Comitini © settembre 2020

    L’occhio di luce sospeso nel buio
    mi segue, ostinato mi avvolge
    nella sua vampa
    proietta ai miei piedi
    l’ombra sfocata di un uomo.
    Sui miei lineamenti
    un angelo e un demone tracciano
    un me e un altro da me.
    Gesticolo rido pronuncio
    parole come se fossero mie.
    Piango con tutto il cuore
    le lacrime versate da un’ombra.
    Esulto, frugo nell’intimo
    di un io sconosciuto
    scambio le parti
    tra l’essere io e il mio essere un altro.
    Gridano tracimano
    l’uno nell’altro s’azzuffano
    appaiono insieme bifronti
    mi donano la sensazione
    d’essere il dio di qualcuno o qualcosa.
    Ho il volto dell’uomo
    che sente in sé il desiderio potente
    di violentare la morte.
    Arreso alla mia pluralità mi perdo
    trascinato nell’altrove
    del tempo e della mente.
    Dietro le quinte
    mi guardo attentamente allo specchio
    mi meraviglio
    di non avere volto, soltanto un ricordo
    e il mio sguardo che brucia.
    Ritento ogni battuta,
    mimo ogni scena.
    Ma è un caos vivente di voci
    uno stillicidio di memorie e di sentimenti
    che appartengono a un altro
    o a quel me stesso svelato in mille altri volti.
    Dal palcoscenico li ho visti.
    Spettatori sospesi nel buio
    del finito evento
    che ha rapito i loro animi.
    Si alzano
    voltano le spalle, si allontanano
    parlano a voce bassa,
    commentano tra loro
    a mente ebbra di commozione
    le parole del demone e dell’angelo.
    Scompaiono dalle porte in fondo al teatro.

    Nel silenzio
    mi concedo una muta ricompensa.
    Cerco a memoria nei loro visi
    la sagoma dispersa del mio volto.

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  2. hellomiticospank

    Molto bella la poesia e stupenda anche l’interpretazione.
    Nell’ascoltarla non ho potuto fare a meno di notare e sottolineare alcuni versi che rispecchiano la realtà in cui mi trovo a vivere proprio in questo periodo, molto particolare.

    Sui miei lineamenti
    un angelo e un demone tracciano
    un me e un altro da me.

    Nel silenzio
    mi concedo una muta ricompensa.
    Cerco a memoria nei loro visi
    la sagoma dispersa del mio volto.

    ?

    Rispondi
  3. Ladyoscar

    frugo nell’intimo
    di un io sconosciuto
    scambio le parti
    tra l’essere io e il mio essere un altro.

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  4. Marcello Comitini

    Ringrazio sempre Fabrizio e Luigi per l’affetto con cui mi stanno a fianco nelle mie fatiche letterarie.
    In questa occasione devo anche ringraziare tutti coloro che hanno commentato la lettura e i versi: Ema, hellomiticospank, Ladyoscar. Grazie di cuore!

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