Charles Bukowski – Fuori posto /displaced
Da:
Cena a sbafo (Testo inglese a fronte)
Charles Bukowski
Traduttore: Simona Viciani
Editore: Guanda
Collana: Poeti della Fenice
Anno edizione: 2009
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Miles Davis Quintet Live at Teatro dell’Arte in Milan, Italy on October 11, 1964
Charles Bukowski – displaced 3/4/1990
Sifting Through the Madness for the Word, the Line, the Way
New Poems
John Martin Editor / HarperCollins Publishers Inc.
New York
~~~~~~~~~~
Brucia all’inferno
questa parte di me che non si trova bene in nessun posto
mentre le altre persone trovano cose
da fare
nel tempo che hanno
posti dove andare
insieme
cose da
dirsi.
Io sto
bruciando all’inferno
da qualche parte nel nord del Messico.
Qui i fiori non crescono.
Non sono come
gli altri
gli altri sono come
gli altri.
Si assomigliano tutti:
si riuniscono
si ritrovano
si accalcano
sono
allegri e soddisfatti
e io sto
bruciando all’inferno.
Il mio cuore ha mille anni.
Non sono come
gli altri.
Morirei nei loro prati da picnic
soffocato dalle loro bandiere
indebolito dalle loro canzoni
non amato dai loro soldati
trafitto dal loro umorismo
assassinato dalle loro preoccupazioni.
Non sono come
gli altri.
Io sto
bruciando all’inferno.
L’inferno di
me stesso.
~~~
burning in hell
this piece of me fits in nowhere
as other people find things
to do
with their time
places to go
with one another
things to say
to each other.
I am
burning in hell
some place north of Mexico.
flowers don’t grow here.
I am not like
other people
other people are like
other people.
they are all alike:
joining
grouping
huddling
they are both
gleeful and content
and i am
burning in hell.
my heart is a thousand years old
I am not like
other people.
I’d die on their picnic grounds
smothered by their flags
slugged by their songs
unloved by their soldiers
gored by their humor
murdered by their concern.
Mettersi in gioco, cercare l’altro; i rapporti umani sono contatti che uniscono nelle vicende della vita, quando il filo che le lega è il cuore. Condivisioni che, inevitabilmente, conducono all’Altro .
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Charles Bukowski – Fuori posto /displaced
Da:
Cena a sbafo (Testo inglese a fronte)
Charles Bukowski
Traduttore: Simona Viciani
Editore: Guanda
Collana: Poeti della Fenice
Anno edizione: 2009
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Miles Davis Quintet Live at Teatro dell’Arte in Milan, Italy on October 11, 1964
Charles Bukowski – displaced 3/4/1990
Sifting Through the Madness for the Word, the Line, the Way
New Poems
John Martin Editor / HarperCollins Publishers Inc.
New York
~~~~~~~~~~
Brucia all’inferno
questa parte di me che non si trova bene in nessun posto
mentre le altre persone trovano cose
da fare
nel tempo che hanno
posti dove andare
insieme
cose da
dirsi.
Io sto
bruciando all’inferno
da qualche parte nel nord del Messico.
Qui i fiori non crescono.
Non sono come
gli altri
gli altri sono come
gli altri.
Si assomigliano tutti:
si riuniscono
si ritrovano
si accalcano
sono
allegri e soddisfatti
e io sto
bruciando all’inferno.
Il mio cuore ha mille anni.
Non sono come
gli altri.
Morirei nei loro prati da picnic
soffocato dalle loro bandiere
indebolito dalle loro canzoni
non amato dai loro soldati
trafitto dal loro umorismo
assassinato dalle loro preoccupazioni.
Non sono come
gli altri.
Io sto
bruciando all’inferno.
L’inferno di
me stesso.
~~~
burning in hell
this piece of me fits in nowhere
as other people find things
to do
with their time
places to go
with one another
things to say
to each other.
I am
burning in hell
some place north of Mexico.
flowers don’t grow here.
I am not like
other people
other people are like
other people.
they are all alike:
joining
grouping
huddling
they are both
gleeful and content
and i am
burning in hell.
my heart is a thousand years old
I am not like
other people.
I’d die on their picnic grounds
smothered by their flags
slugged by their songs
unloved by their soldiers
gored by their humor
murdered by their concern.
I am not like
other people.
I am
burning in hell.
the hell of
myself.
3/4/1990
Mettersi in gioco, cercare l’altro; i rapporti umani sono contatti che uniscono nelle vicende della vita, quando il filo che le lega è il cuore. Condivisioni che, inevitabilmente, conducono all’Altro .
La vita un sopravvivenza continua, ne va tenuto conto, sempre…
E’ lo stato di “inadeguatezza” in cui mi sento spesso e da sempre, ahimé!! Un abbraccio Luigi, intensa e toccante la tua interpretazione.
Si può bruciare all’inferno anche in compagnia.
Spesso sono proprio gli altri a farci sentire soli.