Bastarono quattro o cinque lampi
sparati tra nuvole d’argento
a stendere secca l’estate.
Con l’orecchio appiattito contro il suolo
ascolti il sopraggiungere dei tonfi
d’uccelli maturi sotto i colpi
di marroni di mele
cotogne ed il franare
d’un alto inverno con nuvole con piogge.
Calzando cauta lana come fanno
i piedi clandestini degli dei
vai dietro alla porta
del Fato per sapere
che decreto borbotta
che botta ti prepara.
Immagini che guidano verso un esito di diffidente incertezza: come non riconoscervi anche solo un momento passeggero della nostra vita?


Immagini di una natura che si prepara al passaggio dell’autunno, archetipo della malinconia, di un cuore che lascia la solarità per scivolare verso il freddo e il buio, verso un nuovo anno ,col suo carico di incertezze e timori, ma anche di attese e desideri.
“Bastarono”.
Siamo inermi e impotenti. A volte e’ bene ricordarlo per non dimenticare l’importanza di saper”calzare cauta lana”.