Il titolo “ La strada verso il canto ” indica chiaramente come la rappresentazione del mondo si configuri per l’autrice Rossana Jemma quale un cammino verso “quella cosa piumata” che è, secondo una bellissima metafora della Dickinson, la Speranza che “canta melodie senza parole/e non smette -mai-“
Il cammino è scandito dalle tre sezioni in cui si divide la silloge, definendo altrettante tappe: ‘Buio e aritmie’, ‘Fantasmi e presenze’ e ‘Canto e speranza’. Il filo conduttore della narrazione poetica va identificato in un profondo sentimento doloroso, declinato con tale assillo di immagini, e concrete e astratte, da dare compattezza all’intera trama compositiva. Nella prima sezione è il corpo ad urlare e di fronte all’esperienza di una malattia che ha condotto l’autrice sulla soglia della morte e di fronte all’aggressività subita da un uomo che alla farfalla ‘appena dischiusa / fremente’ ha spappolato le ali. Sarà la memoria a venire in soccorso alla poeta (‘Fantasmi e presenze’), sebbene il tempo non riesca sempre a illimpidire il male subito e gli angeli continuino a restare muti. Ma, se si fanno spazio presenze amate (la madre, un amore mai obliato, un cugino morto giovanissimo che ‘cade piano sul cuore/ si fa neve’, una cara amica), allora una dolce eco di risonanze interiori si diffonde tra i versi e le cadenze ritmiche restituiscono un distacco contemplativo e compassionevole, trasformando le immagini in epifanie.
Il lettore viene in questo modo introdotto alla terza ed ultima sezione (‘Canto e speranza’) in cui “l’acqua si confonde con i cieli” e lo Spirito si fa “sposo delle cose del mondo”, l’orecchio insegue il canto dell’usignolo, l’occhio coglie la bellezza delle creature, e il cuore anela all’ Infinito, a un luogo “di chiarore vero”. La musica del dire diviene la cifra essenziale dei testi e il viaggio si sposta dai luoghi esterni del mondo a quelli interiori, tentando un’unità fra visibile e invisibile, tra l’accadere quotidiano e l’invisibile disegno di senso universale. Non è che tutto il dolore e l’amaro abbiano trovato una definitiva riparazione, ma l’autrice comprende, infine, che proprio da essi può germogliare il canto che risacralizza la parola.
Scelta di poesie da « La strada verso il canto »
Sezione 1.
Ritmo spezzato
Il cammino ebbe inizio
con una forte esplosione
Si spezzò il ritmo
si fermò il cuore
Li sommerse il fragore
e tutto fu ronzio di fondo
Accordi stonati
nell’urna dell’inizione
Sembra facile morire
Sembra così facile morire
– un velo gelido quasi indolore –
quando si guarda la morte
da metafore lontane
Sembra basti voltarsi un istante
– il bagliore ultimo d’un batter d’ali –
quando non hai tenuto
la morte nelle mani
Sembra quasi non faccia rumore
– quel rantolo ultimo e grave-
che io so dal profondo
che per sempre rimane
Sezione 2
In sogno sveglia
Stanotte nel sonno
ho ancora parlato con te.
Senza nome ma così attento
di voce vera -eri-
di sguardo limpido,
di carni fragili e languore
che veglia tanto reale mai fu.
Vivida nel sopore
di un sogno palpabile,
quale dei due me è veritiera vita ?
Il risveglio -ogni dì-
possibile nell’incedere
delle ore illusorie ?
E perché non -ogni sera-
la chimera incurante
che non preclude niente?
Attendo ancora
l’apparizione che Morfeo concede
nutrimento di corpo e mente
e troppo mortale -col giorno-
indossare gli abiti
del rinascere -talvolta-
mi è insufficiente.
Ricordando la Madre
Ancora oggi -lo sai ?
quando imbianca nuovamente la neve
il suolo di Parigi,
ripenso a te -Madre-
che mi chiamavi con la gioia pronta,
urgenza d’affetto per tutte le cose
le piccole cose che amavi
pazientemente ricominciate
-come la neve sulla collina
o l’alba primigenia sulla riva
Ti rivedo nella gonna di velluto
mentre balli ardente di gioventù
fino all’ultimo autunno
e vado per sentirti
come ad ogni stagione
dimentica di questo inganno.
Ma tu -Madre- ingiustamente
hai dovuto lasciare il cammino
tracciato tra il cielo e le piccole cose
-come la neve sulla collina
o l’alba primigenia sulla riva
Non ti ha salvato la tua gioia pronta
l’appello dell’alba e dei colli innevati
non ti ha salvato la terra
dal profumo di zagara
né il suo mare che riporta ogni cosa
-a ogni estate ricominciato –
non ti ha soccorso quel Dio
che fida in fine imploravi
La Morte -Madre- non sa
che farsene dell’albore delle stelle
Sezione 3
Aspirazione
Porto in me l’aspirazione del lago
d’essere libero da sponde
e sconfinato come il mare
Porto in me l’aspirazione di esistere
laddove l’acqua si confonde con i cieli
e la realtà affoga dentro il sonno
Dove lo spirito in una sorta di pace
si fa sposo delle cose del mondo
e riesce a vagare fino a dimenticare
Strade
Ho lasciato le mie impronte
sulla rena rosata del deserto
quello colmo d’insetti scuri e sassi
quello che pareva il carro
carico della mia sorte
di camminatrice senza meta.
Ora prendo un’altra strada
lungo un precipizio assolato
ricoperto di melodie di fiori e foglie
strada battuta a stento verso il canto
quello sarà il giaciglio odoroso
della mia spoglia e del mio pianto.
Rossana Jemma vive a Parigi, ma ha sempre mantenuto un forte legame professionale con l’Italia. Docente di francese e italiano, traduttrice e operatrice culturale, ha tradotto e/o collaborato con diversi artisti, drammaturghi e poeti ( Ricci/Forte, Randazzo, Ceresoli, De Novellis, L. Prosa, T.Zinna, Maffei, Badea, Pollina, ecc) In qualità di traduttrice e studiosa di poesia, ha collaborato a molte pubblicazioni (su Caproni, Pascoli, Marinetti, Pozzi, Buzzati, Zanzotto, Bontempelli, ecc..) e a diversi incontri culturali sulle letteratura italiana. Ha collaborato, in particolare, alla pubblicazione del doppio volume di prose e poesie inedite di G. Caproni Caproni a 100 ans, con traduzioni di M. Rueff, R. Jemma e J.P. Ferrini (edizioni Po&sie) e partecipato a diverse rassegne e festival internazionali ( «Les Italiens à Paris », « Festival del libro e della cultura italiani », « Canzoni & Parole », « Le Printemps des poètes »,ecc.) Nel 2021 ha ottenuto la menzione d’onore al Mediterranean Poetry Prize. Sue poesie sono state presentate in occasione di performance e reading poetici : « Dona una parola », « Bad Time Story », « La terra è casa », « Le Printemps des poètes », « Le matinée poetiche del Verano », e pubblicate in diversi, blog, riviste e antologie di settore, quali Verso libero, Circolare poesia, Capoverso, Nova, La rosa in più, L’Irregolare, Fare Voci, Versi di Pace (ed. VdJ ), SignorNò (ed. Pellicano Libri), I luoghi della memoria (Bertoni ed.), Lo specchio (Bertoni ed.), ecc. A maggio del 2023 è uscita la sua silloge d’esordio La strada verso il canto (RPlibri, coll. Poesia) che ha riscontrato ottime critiche. In seguito, molte sue poesie sono state tradotte in spagnolo, polacco, inglese e francese in riviste poetiche internazionali. In occasione della « Semaine de la langue italienne dans le monde », Rossana Jemma è stata invitata all’Istituto Italiano di Cultura di Strasburgo e al festival dedicato alle voci del Mediterraneo « Strasbourg-Méditerranée » per presentare la sua silloge ; è stata anche ospite dell’Università di Strasburgo e dell’Università di Digione. Ha in preparazione una nuova raccolta di poesie.
