Recensione di Francesco De Girolamo a Morte vestita da fanciulla di Enrico Pietrangeli (FusibiliaLibri, 2025)
La raccolta poetica “Morte vestita da fanciulla” di Enrico Pietrangeli è un’opera che esplora la morte come tema centrale, presentandola come un’esperienza individuale e tragica. Il poeta affronta la morte con un linguaggio che coniuga la concretezza all’astrazione, creando un’atmosfera di sospensione tra il biologico e il metafisico.
Pietrangeli riabilita il passaggio alla natura organica, al biologico e alla decomposizione, per scrutare il principio di esistenza della forma. La sua poesia è una meditazione sulla morte che non arretra di fronte ai rischi del mistero e dell’ignoto.
La raccolta può essere letta come un percorso di elaborazione del lutto e di ricerca di senso, che culmina in una sorta di “dichiarazione di poetica” sulla capacità della parola poetica di aprire varchi sull’indeterminato e l’infinito.
In particolare, la poesia di Enrico Pietrangeli, in questa raccolta, sembra richiamarsi a quella tradizione poetica mistica e metafisica che esplora temi esistenziali con un linguaggio che coniuga la precisione matematica con la profondità emotiva. Il paradigmatico testo “Il prodotto” può essere letto come una riflessione sulla natura dell’esistenza umana e sulla relazione tra gli individui.
L’uso della metafora matematica (“Non siamo somma algebrica, bensì il prodotto”) suggerisce che le relazioni umane non sono semplicemente additive, ma piuttosto moltiplicative, creando qualcosa di nuovo e unico. La contrapposizione tra “somma algebrica” e “prodotto” implica che le relazioni umane non possono essere ridotte a semplici operazioni aritmetiche, ma sono invece caratterizzate da una complessità e una profondità che le rende irriducibili a formule matematiche.
Particolarmente questa raccolta sembra voler esplorare, con indubbia efficacia, il tema dell’amore e dell’affetto, presentandolo come una forza organica e vitale che non può essere ridotta a una semplice ripartizione o sottrazione. L’immagine del “feudale vaglio” suggerisce una sorta di selezione o di giudizio, ma l’uso dell’incognita potenza elevata implica che il risultato di questo processo è incerto e potenzialmente infinito.
L’opera di Pietrangeli può essere divisa, in sostanza, in due grandi aree tematiche che esplorano aspetti diversi dell’esistenza umana.
La prima area tematica, che comprende poesie come “Seconda infanzia” e “Torneremo angeli in terra”, si concentra sulla morte e sulla decadenza come parte integrante della vita, ma anche sulla possibilità di trovare amore e significato nella fragilità e nella mortalità. Queste poesie invitano il lettore a riflettere sulla propria esistenza e sulla natura della realtà, e sono caratterizzate da una profonda introspezione e da una forte carica emotiva.
La seconda area tematica, che comprende poesie come “Futuro che non attende” e “Matrimonio pulito”, critica la società moderna e la sua ossessione per la tecnologia e il consumo, e riflette sulla perdita di senso e di umanità in un mondo dominato dalle macchine. Queste poesie sono un commento acuto e critico sulla società contemporanea e invitano il lettore a riflettere sulla direzione in cui stiamo andando.
In entrambe le aree tematiche, la scrittura di Pietrangeli è caratterizzata da una lingua che è al tempo stesso lirica e diretta, capace di evocare emozioni e riflessioni profonde nel lettore. La sua poesia è un esempio di come la scrittura possa essere utilizzata per esplorare temi esistenziali e sociali, e per creare un linguaggio che coniuga la precisione con la profondità emotiva. La sua poesia sembra, ancor più, suggerire che l’amore, in tutte le sue forme, sia stato compiuto e che dopo la morte, le anime saranno destinate a ricevere il calore di un nuovo abbraccio. In questo senso, la morte non è vista come una fine, ma come un passaggio a una nuova dimensione, dove l’amore e la vita possono essere vissuti in una forma più piena e completa.
Nel suo complesso, la raccolta, finisce con l’esprimere un messaggio di speranza e di fiducia nell’amore e nella vita, anche di fronte alla morte e alla transitorietà dell’esistenza.
In conclusione credo di poter affermare che quest’ultima fatica di Enrico Pietrangeli costituisca un’opera magistrale, rigorosa e matura che esplora temi profondi e universali con un linguaggio ricco e suggestivo.
In un continuum di esemplare coerenza con le sue precedenti raccolte, in particolare con la sua bellissima opera d’esordio “Di amore di morte” (Teseo, 2000), la sua cifra stilistica mantiene la sua identità inconfondibile, raggiungendo ulteriori esiti di indubbia originalità e estrema raffinatezza espressiva, come sempre avulsa da ogni inutile orpello, costantemente tesa verso una preziosa, genuina, e quanto mai ammirevole, limpidezza.
Francesco De Girolamo

Bellissima e toccante recensione, che ci introduce e ci avvolge nella triste ma inevitabile vicenda che tutti tocca, senza distinzione. Versi coinvolgenti e veritieri che fanno parte della nostra vita.
Grazie mille, Fabrizio, per questo tuo intervento tanto sensibile e gentile. Sono davvero felice che tu abbia apprezzato la recensione e, soprattutto, il lavoro dell’Autore. Le tue parole di elogio sono un prezioso sostegno per entrambi.
E grazie anche per aver dedicato il tuo tempo per condividere i tuoi pensieri su questo bellissimo blog letterario, uno dei pochi superstiti allo strapotere massificante delle pagine sulla poesia dei social, grazie a persone appassionate, generose e competenti come l’inestimabile creatore e animatore di questo
insostituibile spazio, Fabrizio Centofanti.
Un caro saluto a tutti.
Francesco De Girolamo
Grazie Francesco per questa recensione profonda e centrata di un libro che mi interessa e ho intenzione di leggere, sia per il tema trattato (che volenti o nolenti ci riguarda tutti!), sia perché conosco e stimo Enrico Pietrangeli. La sua raffinata penna dallo stile originale e inconfondibile, la sua capacità di descrivere in modo crudo e realistico certi argomenti anche scomodi ma con grande sensibilità e con un potere evocativo autentico e genuino, senza mai scadere in banalità e retorica. Avevo già letto e apprezzato il suo libro Di amore di morte.
Complimenti a entrambi e grazie a Fabrizio Centofanti per questo spazio prezioso di cultura e riflessione
Nel ringraziare sia Francesco che Fabrizio per il notevole lavoro svolto e questo spazio preposto ad ospitarlo,
vorrei anche approfittarne per ringraziare l’editore, che dopo tanti anni si è preoccupato di cercarmi e motivarmi a realizzare questa plaquette poetica. Ho trascorso anni bui, e nondimeno intensi di una luce interiore che mi ha permesso di sopravvivere poiché, evidentemente, dovevo ancora dire e/o fare qualcosa da compiere in questo corpo. Grazie ai tanti lettori di questo bellissimo blog, ai meno, ma stimatissmi, lettori della mia poesia. Grazie a Monica, alle sue ponderate ed essenziali parole, al suo umano esserci che è premessa di ogni azione poetica nella meraviglia della vita e i suoi cicli che la morte scandisce restituendo sempre un certo futuro per tutti noi …
Grazie a te Enrico, ho pensato che un tuo ritorno fosse necessario, come necessaria è una scrittura non omologata che lascia la sua traccia riconoscibile dietro di sé, una scrittura a volte nitida e in stato di grazia, a volte urticante e avvolta in una spirale di ombre, ma sempre legata a una voce che affascina perché è il risultato di una storia, di una vocazione originaria, e non, come per molti, di una velleità domenicale, per quanto in certi casi avveduta. Sono certo, o almeno spero, che questo ritorno avrà un seguito.
Sono davvero contento che la mia recensione abbia procurato, di riflesso, già questi riscontri positivi per la poesia di Enrico Pietrangeli, che spero riceva ancor più in futuro tutta l’attenzione che merita. Grazie infinite a tutti, a cominciare dallo stesso Autore, al suo attuale Editore, agli amici che sono intervenuti, Fabrizio Oddi e la gentilissima Monica Martinelli e, ovviamente, ancora a Fabrizio Centofanti. Un caro saluto.
Francesco De Girolamo
Grazie a Francesco per l’ottima recensione, e a Fabrizio per l’ottimo spazio!