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Enrico Pietrangeli, Morte vestita da fanciulla

Recensione di Francesco De Girolamo a Morte vestita da fanciulla di Enrico Pietrangeli (FusibiliaLibri, 2025)

La raccolta poetica “Morte vestita da fanciulla” di Enrico Pietrangeli è un’opera che esplora la morte come tema centrale, presentandola come un’esperienza individuale e tragica. Il poeta affronta la morte con un linguaggio che coniuga la concretezza all’astrazione, creando un’atmosfera di sospensione tra il biologico e il metafisico.
Pietrangeli riabilita il passaggio alla natura organica, al biologico e alla decomposizione, per scrutare il principio di esistenza della forma. La sua poesia è una meditazione sulla morte che non arretra di fronte ai rischi del mistero e dell’ignoto. Continua a leggere

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Francesco De Girolamo, Luci segrete

di Enrico Pietrangeli

Quello di Francesco De Girolamo è un ponte ideale sospeso tra Oriente e Occidente attraverso l’haiku, di cui preserva ricerca e conoscenza della tradizione e, al contempo, lo slancio creativo, quello che si protende sulla sponda connessa, vincolato alle rispettive radici e con ali aperte a cogliere e rendere possibili nuovi orizzonti tra ombre, chiaroscuri e finanche colori: “luci segrete”, che mai si rivelano nel significato tracciandolo in segni, come un faro che, nella notte, segretamente ci riconduce a un porto celato ma certo, quello della poesia, dove “niente traspare / questa notte nel buio / solo un respiro”. E così, navigando al di fuori di stagioni temporali, se non in quelle rispettive e interiori, l’autore è in grado di cogliere quante sfuggenti essenze attraverso collaudati stilemi che lo riconducono, a compendio di una rispettiva poetica, a un suo ben demarcato ed evoluto percorso senza incorrere in innesti esotici ed epigonici riferimenti. Il libro, suddiviso in sezioni, si avvale di alcuni disegni di Laura Medei che, al pari dell’incipit, sono un delicato “fruscio d’assenza” in cui la pagina cadenza spazi e silenzi tra le brevi e sospese composizioni in cui il poeta si chiede se “è proprio il sole / che ai piedi del letto / riappare lento?”, mentre “arriva in porto / l’inferno variopinto / dello sconforto”, dove ci sono ad attenderlo “braci di smalto / tra le scorie riemerse / dalle radici” e “un ramo in fiore / nella nebbia dissolta / semina oro” laddove “fiumi di melma / scorrono verso il gorgo / di solchi verdi” e “lacrime sorde / sul ciglio della strada / specchiano il fango” tra “fossili d’erba / sepolti dalla spuma / di acidi spenti”.  Continua a leggere