Non sono ancora morto, non ancora solo
se insieme alla compagna-poverella
gusto la nobiltà delle pianure,
la caligine, la fame, la bufera.
In splendida miseria, in sfarzosa povertà
vivo solitario-confortato e sereno
beati quei giorni, quelle notti,
e la dolcesonora, innocente fatica.
Infelice chi come la sua ombra
spaventano i latrati, falcia il vento.
chi, solo a mezzo vivo,
va mendicando alla sua stessa ombra.

