Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 11

di Giorgio Morale

Domenica mattina. Sesso fiacco. Veloce. Torno dal bagno svuotato. Io chiedo scusa, Elle sorride. Io continuo a dire “Mi spiace” e lei che non importa.

Trasalisco per un rumore. E’ Elle che tamburella sul muro.

Disteso, immobile. Il caldo impedisce di dormire. Crollo per la stanchezza, ma dopo mezzora mi sveglio sudato. L’unica nota fresca è un cinguettio. Elle non è dello stesso avviso. “Questi uccelli” fa. “Il caldo rende isterici anche loro”.

A un certo punto li sento sottotono. Per un attimo temo che svaniscano. Cancellati gli uccelli dal mondo.

Si leva un trillo, una specie di verso d’uccello. E’ una donna, forse malata. Si sentono i familiari che cercano di rabbonirla. Mi affaccio e la vedo: un fagotto su una sedia dietro una ringhiera. Aderisce così tanto alla sedia a rotelle che la sua silouette non si distingue dall’imbottitura dello schienale.

Un pappagallo ripete “ciao”. Una signora gli risponde “ciao”. Per un’ora vanno avanti così.

Nel lungo pomeriggio, poi, un frullo d’ali, come un fruscio leggero. Non tutto pesa, quindi. Non tutto è immobile.

“Mi sembra che questa giornata non finisca più. Vorrei che fosse già domani” dice Elle.

Apro il rubinetto e lascio riempire la vasca. Quando la temperatura sale, mi metto a mollo. Immergo la testa e l’acqua amplifica i rumori, il rubinetto aperto fa l’effetto di una cascata. Appena fuori, non distinguo l’umidità dell’aria da quella della pelle. Mi avvolgo nell’asciugamano, ma il corpo continua a emettere sudore che non riesco a tamponare.

Telefono a mia madre. “Qui sai com’è. Fuori non si può stare, in casa non si può stare. Solo sotto la scala c’è un po’ di respiro”.

La sera Elle è distesa, supina, in pieno abbandono, per aderire il più possibile al lenzuolo.

4 pensieri su “Bloc notes. Se la casa è in fiamme. 11

  1. Giovanni Nuscis

    Si solleva la colonnina del termometro, e s’attenua la forza vitale in tutte le sue espressioni. E la Vita, Elle, assiste sorniona, non se ne lamenta e, da ultimo s’adatta, Elle, “aderisce” (al lenzuolo, a sé stessa):-)

    Grazie, Giorgio

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  2. Carla

    Ciao Giorgio!

    come riconosco quel cinguettio così sonoro all’alba delle 5 entrare nella camera dalla finestra socchiusa per il caldo,
    a volte è un gran baccano!
    ma mai fastidioso come può essere un vociare di persone…

    🙂

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  3. Giorgio

    Gran belle parole, Giovanni, grazie!

    Ciao, Carla! Ma svegliarsi sulle rive del lago è tutt’altra cosa!

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  4. Carla

    credo di sì
    usignoli e tortore accompagnano il risveglio,
    l’aroma del lago poi…
    inebria le narici!
    Quando è umido l’odore che asala dal lago è ancora più forte,
    credo sia unico nel suo genere.

    Bonsoir Giorgio!

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