C’è una precisa volontà simbolica nell’occupazione da parte degli universitari dei luoghi più celebri delle nostre città, la Mole Antonelliana, la Torre di Pisa, il Colosseo, il Maxxi, la cupola del Brunelleschi a Firenze. Questi ragazzi sembrano dire: siamo qui, in mezzo alla bellezza, siamo giovani e belli anche noi, non siamo invisibili, non siamo solo percentuali sulle tabelle, numeri astratti, trasparenti, non siamo un nulla angoscioso, un vuoto da riempire di chiacchiere adulte, fumo che copre, che cancella.
Noi esistiamo e siamo come le nostre opere d’arte, la nostra giovinezza e la nostra forza sono monumentali, nessun telegiornale, nessuna indifferenza potrà più dimenticarci. Da scrittore, da insegnante, da cittadino mi è parsa una iniziativa poetica e politica, binomio perfetto. L’Italia ha bisogno di gesti che spostino l’immaginario collettivo: questi studenti sorridendo amaramente, mostrando le copertine dei libri, sventolando la loro cultura mettono nel cestino dei rifiuti i ragazzi del Grande Fratello, le Veline dei tanti Billionaire, i calciatori imbambolati, i palestrati, i tatuati, gli ottusangoli, gli zombi dei centri commerciali, i sonnambuli consumati dal consumo.
Protestano contro la riforma Gemini: ma a me pare che protestino contro questo mondo crudele che pretende di ridurli a spettatori perenni, a precari dell’esistenza, a fantasmi imbellettati. Non c’è rabbia, stavolta, non ho visto bruciare le molotov, sbriciolare le vetrine, inveire rabbiosamente, pestare e ferire: ho visto la dignità di chi non vuole farsi da parte, di chi sente di essere presente che vale quanto il passato migliore, quanto le immagini più straordinarie del nostro paese.
Contro la volgarità, contro la superficialità, contro l’ignoranza, ecco dei ragazzi che salgono verso il cielo, puri e intransigenti, lontani dal fango delle piccole polemiche, dei piccoli scandali quotidiani. Vi guardiamo da quassù – sembrano dire – da quassù vi giudichiamo inevitabilmente. L’Italia ha bisogno di guardare in alto, di ricordarsi della sua storia e della sua bellezza, di ritrovare slancio spirituale, dunque di avere fiducia nei ragazzi. Saranno anche pochi quelli lassù in cima, sulla terrazza del nostro patrimonio più nobile: saranno una minoranza, ma rammentano a tutti gli altri italiani che questo non è un popolo fatto solo da pecoroni che brucano sul prato dell’idiozia.
30 novembre 2010
Da: Tiscali-articoli

Ecco, la poesia.
Grazie.
Grazie, Giovanni:
mia figlia che stava e sta con questi giovani, dai suoi quattordici anni,mi ha stupito dicendomi,Infondo lottiamo anche per voi.
Quel voi rispecchiato che era madre,o magari adulti intossicati e stanchi (il far politica d’oggi è sterminio dell’intelligenza, obiettivamente),o un voi-precari come me (prof. a contratto, a vita) e altro di insospettato e meraviglioso, credo.
“Nous entrerons aux splendides villes”(A. Rimbaud)
Chiedo scusa, il mio grazie va ovviamente anche a Marco Lodoli,autore, di cui avevo già letto questo illuminante pezzo –
(che bello pensare ad un sorta di inconscio collettivo!)
Quando ieri in tutta Italia avete preso le botte
dai poliziotti,
G.Pansa (uno che la storia l’ha studiata,
l’ha raccontata, l’ha sfigurata)
simpatizzava coi poliziotti
Grazie, Clelia, Maria Pia e Lupo.
Non so se per una questione culturale o generazionale mi ritrovo spesso negli interventi di Marco Lodoli, che propongo su LPELS.
@ Maria Pia. Questi ragazzi, Maria Pia, “sorridendo amaramente, mostrando le copertine dei libri, sventolando la loro cultura mettono nel cestino dei rifiuti i ragazzi del Grande Fratello, le Veline dei tanti Billionaire, i calciatori imbambolati, i palestrati, i tatuati, gli ottusangoli, gli zombi dei centri commerciali, i sonnambuli consumati dal consumo.” Solo questo devrebbe renderceli simpatici. Così non è certo per gente dello stampo di un Fede, corresponsabile della trasformazione/degenerazione antropologica di milioni di persone.
@ Lupo. Certo, non proprio come Pasolini, il Pansa:)
non proprio GIovanni, no, per questo, perché è stato trattato non come se lo fosse, ma come se fosse uno storico sì (con quel che segue, essendo l’affaire Pansa paradigamatico di questi anni, non è un miracolo che ci siano i ragazzi di cui parla l’articolo di Lodoli?
saluti