Lapidarsi [Marina Pizzi]

95.

ho un collo di ruggine ginestra

nel giro di una ruota che deflora

salti di marmi gelosie di niente.

96.

nel suono delle spore arrendersi

idioma mansueto mare musico

cieco, lapidarsi.

lapidi di stelle, lapidarsi

ora si racconti la gioia della fionda

a dar di dadi tratti la concreta

darsena di speco.

97.

[Davanzali di pietà, 2008]

4 pensieri su “Lapidarsi [Marina Pizzi]

  1. mariapia

    Che dolce musica, dolce mansueta di liquide labiali, “la gioia della fionda”, “lapidi di stelle” e il cieco lapidarsi diventano una cetra a cui arrendersi,le coppie dei significa(n)ti, i vocativi sono estasi raggiunte: idioma mansueto, mare musico (anche l’essere “ruggine ginestra”). Brava Marina.
    Maria Pia Quintavalla

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  2. nadia agustoni

    “nel suono delle spore arrendersi

    idioma mansueto mare musico” e quella gioia della fionda… ma tutto comunque molto bello Marina. Grazie

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  3. Paola renzetti

    Mi piace in particolare “ho un collo di ruggine ginestra”
    sa di forza, resistenza e bellezza.

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