Provocazione in forma d’apologo 6

In questi pochi metri quadri saprei muovermi anche bendato, perciò da tempo immemorabile ho smesso di cambiare le lampadine bruciate. Quella che verrà dovrà adattarsi a stare così, seduta davanti a me nel buio, a gustare le mie vecchie prelibatezze.

“E’ buono” dirà volenterosa e con garbo “E’ buono ma forse un po’ scotto…”. “Lo credo bene” taglierò corto io “l’ho cucinato secoli fa, è da secoli che aspetta nel frigo. Di tanto in tanto lo tiro fuori e lo ripasso sul gas, perché non vada a male del tutto”.
Allora, reprimendo un guizzo di ribellione e di schifo, affonderà la forchetta, riprenderà a mangiare senza ribattere nulla. Oppure, mormorando o gridando qualcosa che non mi curerò di comprendere, si forbirà la bocca, si alzerà e uscirà, sbattendo la porta o accostandola adagio.

6 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 6

  1. Luca Ariano

    Tutta la mia solidarietà! I cibi precotti mi sono sempre rimasti sullo stomaco…una fatica per digerirli.;-)
    Un caro saluto

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  2. ABN

    Stupendo, un vero modo per farsi abbandonare da vecchie fidanzate lasciandole convinte d’essere loro ad averci piantato.
    Un misto di Chandler e Celine.
    Altri consigli?

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  3. fabry2007

    a volte diamo agli altri il peggio.
    è per svegliarli o per svegliarci?
    un vera provocazione, Roberto.
    ciao
    fabrizio

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