Archivi categoria: Fabrizio Centofanti

Perché di questo si tratta. 3.

Destini
B) C’è molta tenerezza nelle pagine in cui racconti momenti che risalgono all’infanzia, all’adolescenza. Sono pagine attraversate da un sentimento di presagio, stagioni della vita in cui tutto doveva ancora accadere ma al tempo stesso era come se fosse già tutto previsto. Risalta il contrasto con l’amarezza che stilla invece da altri frammenti di vita più legati all’attualità del momento. Continua a leggere→

Perché di questo si tratta. 2.

povertà
B) Le parole della felicità inaugura una serie di scritti molto lunga e che continua tuttora. Gli argomenti trattati in questo saggio li ritroveremo anche nei racconti e romanzi venuti dopo. Cambierà la forma, lo stile, non la sostanza.
Se la scrittura è per te un mezzo di comunicazione teologica perché ad un certo punto hai pensato che raccontare storie fosse un modo più efficace e immediato per arrivare al cuore di chi legge? Continua a leggere→

68. L’arte della vita

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da qui

Da ciò che abbiamo detto, si può evincere che la vita di ogni uomo o donna, sulla Terra, è un’opera d’arte: un’elaborazione personale delle categorie del bello, del buono e del vero, in vista di un riconoscimento della propria identità e di un dono da trasmettere agli altri, perché anch’essi diventino se stessi. Continua a leggere→

53. L’amore

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Dopo aver definito la giustizia come scelta non condizionata di rispetto dovuto a chiunque e in qualunque condizione, il passo successivo consiste nell’approccio a un altro valore fondamentale, quello dell’amore.
Ci sarebbe moltissimo da dire: don Mario ha scritto sul tema in più contesti, dedicandogli due cicli catechetici completi, per poterlo approfondire.
L’amore è iscritto nella natura umana: Dio è amore, leggiamo nella 1Gv 4,8, per cui l’uomo ne porta in sé l’impronta. Il bambino lo dimostra: abbiamo ricordato quanto l’essere amati incida sullo sviluppo e la salute della sua psicologia.
Don Mario sottolinea l’esigenza imprescindibile della verità, perché l’amore vero non può essere confuso con qualunque surrogato: esso dà vita e costruisce, in quanto espressione dello spirito, e solo in questo caso dà risposta al bisogno che l’uomo ha per natura.
Cosa si intende per “amore vero”? Nei primi anni di vita si determina la struttura del carattere: l’accoglienza della nuova creatura, l’attenzione, la disponibilità, la cura amorevole e concreta risultano, quindi, decisive. Questo richiede che entrambi i genitori rinuncino a se stessi per il bene dei figli: insomma, il sacrificio fa parte integrante dell’amore. Se si ama veramente, tuttavia, non è lecito parlare di sacrificio in senso stretto: le rinunce, vissute in questo modo, si trasformano in gioia e soddisfazione.
Il vero amore non è mai egoista: sembra banale, ma nella nostra società coltivare se stessi è visto come l’unico valore: tutto ciò che esula da questo meccanismo è vissuto come perdita,e genera emozioni e sentimenti negativi. Il dono della vita, invece, genera a sua volta vita, in sé e negli altri: è la verità che la cultura in cui viviamo occulta, proponendo abitudini volte a nutrire egoismo e narcisismo, portatori, questi sì, di aridità e di morte.