Siamo legati dall’amore, con Dio e con gli altri. L’amore coniugale è il simbolo di tutta la realtà, l’unione del tutto col Tutto, del tempo con l’Eterno.
Quando si prega bisogna credere di essere esauditi. È questo che trasforma noi stessi e la preghiera. Rassegnazione e pessimismo non c’entrano con Dio.
Ci preoccupiamo di dove stare, dove andare, cosa fare: l’ansia ci logora, la paura di perdere consuma. Se capissimo che è Dio che ci conduce, risparmieremmo tempo ed energie.
Gesù ci dice di vivere il presente, riempiendolo d’amore. È logico: Lui è Amore, ed è l’Eterno. L’eterno presente è la pienezza che il mondo ignora, e che sogna ogni notte.
Pensiamo alla sofferenza e spesso cediamo allo sconforto. È perché non conosciamo la gloria di Cristo, come ricompensa. Se ci fidassimo della buona notizia, cambieremmo prospettiva.
C’è una categoria sparita: la purificazione. Oggi, al massimo, resistono i disinfettanti per le mani. Il Sangue di Gesù non è di moda, la salvezza cede il posto alla salute.
La conversione dei popoli è il desiderio di Gesù: che possiamo ottenere, noi poveri incapaci? La preghiera fa miracoli.
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